Direttore: Aldo Varano    

La vergogna o… l’orgoglio di essere reggino? - ALDO RUSSO

La vergogna o… l’orgoglio di essere reggino? - ALDO RUSSO

imgdi ALDO RUSSO (riceviamo e pubblichiamo) - Ero fermo al semaforo rosso di ponte S. Pietro. Una giovane ragazza elegante, occhiali da sole, carina, con la sua cinquecento bianca nuova, mi affiancava. Appena uno sguardo dall’una e dall’altra parte della strada e, non curante del rosso, passava temeraria l’incrocio. 

Ecco, in quel momento, in quel comportamento, io mi vergogno di essere reggino!!!
Anche quando quest’estate, sul lungomare, giovani coppie alla moda su una macchina sfolgorante che mi precedevano, scartavano un pacchetto di sigarette per aprirlo e dal finestrino lanciavano impassibili l’involucro lungo la strada.
Anche in quel momento, in quell’azione, mi vergognavo di essere reggino.
E che dire, quando giovanotti impomatati o avvenenti ragazze a bordo delle loro auto, guidano concentrandosi nelle lunghe conversazioni telefoniche con i cellulari non avendo il minimo buon senso per le persone che stanno loro attorno? Dove sono gli Organi preposti a controllare ed, eventualmente, a reprimere il pericoloso e maleducato comportamento di tanta gente?
Si, anche quando sono gli altri, e non io, a commettere gesti incivili, mi vergogno lo stesso di essere cittadino reggino. Mi vergogno perché è difficile spiegare agli amici o ai parenti che vivono in altre zone d’Italia, e che vengono in visita qui da noi, che ancora oggi, anche tra i giovani, in questa città non vi è la cultura, né la voglia, di desiderare di vivere civilmente come è giusto che sia.

Mi vergogno di essere reggino quando vedo la città perennemente sommersa dai rifiuti. Quando vedo il degrado regnare in ogni strada, dal centro alle periferie. Strade che non vengono mai spazzate, dissestate. Cartacce ed erbacce ovunque.
Quando da anni e anni, e ancora oggi, si vede la bruttura dei fabbricati non rifiniti, con i ferri dei pilastri protesi verso il cielo, incompleti, e nessuna Istituzione interviene per obbligare i proprietari a rimediare a quello scempio che non esiste in nessuna altra parte civile d’Italia.
Quando si assiste, come in questi giorni, a dibattiti politici vuoti di candidati che fanno fatica anche a parlare correttamente in italiano.
Non sono anche queste buone ragioni per vergognarsi di essere reggino?

Chi ha avuto il consenso e il potere in questi anni ha dato il peggio di sé, portando la città allo stato pietoso in cui siamo. Anche e, soprattutto per questo, mi vergogno di essere reggino!
Per uscire dalle macerie, da chi dobbiamo aspettarci un vero cambiamento se in questa città non si pensa, attraverso la scuola, attraverso le Istituzioni, di educare innanzitutto i suoi cittadini?
A mio avviso, quando la vergogna si propagherà nella maggior parte degli abitanti di Reggio sino a contagiare chi ha responsabilità nelle Istituzioni allora, e solo allora, essa stessa potrebbe essere la vera arma di riscatto per questa città. E solo allora chi ha davvero a cuore le sorti di questa sfortunata città, chi ha ancora amore, desiderio e voglia di vivere in una Reggio Calabria civile che non abbia nulla da invidiare alle altre evolute città italiane, potrà ritrovare e rivivere con gioia il sentimento di sentirsi o essere “orgogliosamente reggino”.