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ARENA e CALIGIURI. Il Cdx in Calabria, senza Scopelliti, ha perduto la bussola

ARENA e CALIGIURI. Il Cdx in Calabria, senza Scopelliti, ha perduto la bussola

"Il sistema politico calabrese, riflesso ingigantito di quello nazionale, dimostra di essere in grande affanno. A pochi giorni dalla presentazione delle liste siamo ancora nel caos, soprattutto nel centrodestra".

Lo affermano, in una nota congiunta, gli assessori regionali Demetrio Arena e Mario Caligiuri. "I risultati delle elezioni provinciali di domenica - aggiungono - oltre che confermare l'alternanza perfetta nel ricambio delle amministrazioni uscenti, hanno evidenziato le divisioni del centro destra che hanno determinato la sconfitta di Catanzaro. A riguardo le dichiarazioni del deputato Pino Galati evidenziano in maniera evidente una spaccatura interna profonda in Forza Italia. Ci dispiace constatare che il centrodestra sembra avere perso la bussola, succube di decisioni romane molto lontane dai reali interessi dei calabresi. La candidatura unitaria del centrodestra avrebbe potuto essere messa in campo questa estate, quando nel centrosinistra regnava solo la confusione".

"Presentare oggi candidature - proseguono Arena e Caligiuri - a poche settimane dal voto, in modo unilaterale, senza confronti, senza condivisioni, senza avere definito alleanze ma, soprattutto, senza mai avere parlato di progetti e programmi, rende debole la proposta politica del centro destra, che, invece poteva essere ancora una volta vincente. Com’è di tutta evidenza, l'uscita di scena per via giudiziaria di Scopelliti in ogni caso ha messo in crisi il Governo regionale, facendo perdere autonomia e capacità di attrazione a quel progetto politico del centro destra che i calabresi avevano largamente e chiaramente premiato in tutte le consultazioni dal 2008 al 2013. L'Udc, il nostro principale alleato, sta riflettendo sul da farsi, Forza Italia si sta rinchiudendo in un cerchio magico, Ncd è statico, la società civile non si sente coinvolta dal nostro teatrino. Anche in Calabria i prossimi anni saranno molto difficili sia per le condizioni economiche, che si potrebbero aggravare ancora di più, che per la tenuta sociale, la mancanza di prospettive e l'invadenza, anche elettorale, della criminalità organizzata".

"Occorrono dunque - concludono - istituzioni democratiche forti e credibili, una burocrazia efficiente (primo problema da affrontare), una rappresentanza politica autorevole e lungimirante, libera da condizionamenti, ma soprattutto capace di pensare un futuro che non si riduca alle sole fortune individuali. L'improvvisazione perenne, in alcuni casi l'arroganza e le valutazioni di basso profilo non servono a nessuno. Sarebbe stato il momento di volare alto e non di ragionare rasoterra. Sarebbe stato il momento di unire e non di dividere. Come si è fatto in questi ultimi mesi e si sta continuando a fare".