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REALACCI. Per la Calabria buone notizie: la centrale di Saline non serve più

REALACCI. Per la Calabria buone notizie: la centrale di Saline non serve più

''Buone notizie per i cittadini calabresi e il futuro di Saline Joniche: c’è spazio per fermare da subito l'anacronistico e antieconomico progetto di realizzare una centrale a carbone nel comune di Montebello Jonico. Un progetto vecchio che non ha più senso''. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la risposta del Mise alla sua interrogazione sulla costruenda centrale a carbone di Saline Joniche.

''E' chiaro infatti - aggiunge - non c’è bisogno di nuove centrali elettriche tradizionali, visto che già oggi abbiamo piu' impianti energetici convenzionali di quelli che servono al Paese. Tanto che la stessa Enel ha annunciato non solo di rinunciare alla conversione a carbone di Porto Tolle, ma anche la chiusura di 23 centrali termoelettriche alimentate a fonti fossili. Il rilascio dell'autorizzazione da parte del Mise e' infatti subordinato per legge al parere motivato della Regione.

Questo, in sintesi, quanto emerge dalla risposta del Ministero dello sviluppo economico all'interrogazione n.4-05632 di cui sono primo firmatario, sottoscritta anche dai colleghi, Oliverio, Magorno e Covello''.

''Nella risposta del Mise, infatti, e' scritto - aggiunge Realacci - nero su bianco che la Regione, con un eventuale rifiuto al rilascio dell'Intesa per la realizzazione della centrale puo' determinare il diniego al rilascio dell'autorizzazione alla sua realizzazione, una interpretazione confermata anche dalla sentenza n.6 del 13 gennaio 2004 della Corte Costituzionale. Parere motivato e dettagliato che pero', a detta del Mise, la Regione non ha ancora formalizzato. Anziche' puntare sul carbone, il combustibile fossile piu' inquinante che c'e', alimentando l'eccesso di impianti energetici convenzionali che gia' oggi caratterizza il Paese, la Calabria puo' dunque avere un futuro migliore e scommettere su un piano di sviluppo sostenibile per Saline Joniche centrato sulla tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali calabresi, per lottare contro le organizzazione mafiose e pericolose come la 'ndrangheta, migliorare la qualita' della vita e attrarre nuovi investimenti e flussi turistici nell'Area Grecanica''. ''Vale la pena ricordare - conclude Realacci - che sul progetto di Saline Joniche pesano non solo la ferma opposizione di Enti Locali, associazioni, liberi cittadini e diversi ricorsi al Tar, ma anche l'uscita dal progetto del socio .di maggioranza, il gruppo svizzero a partecipazione pubblica Repower Ag, arrivata a seguito del referendum popolare del settembre 2013 che ha stabilito che le aziende svizzere a partecipazione pubblica non possono investire in centrali a carbone neanche al di fuori dei confini nazionali. Quando basta, insomma, per tirare con decisione il freno a mano su questo progetto antieconomico, contro l'ambiente e non guarda al futuro''.