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C’eravamo tanto amati. E’ guerra tra Principe e Magorno

C’eravamo tanto amati. E’ guerra tra Principe e Magorno

Una coppia inossidabile quella tra Sandro Principe e Ernesto Magorno da lui eletto alla Camera (grazie ai voti di Principe nelle parlamentarie del Pd) e poi segretario regionale del Pd. E Principe non l’ha proprio mandata giù la decisione controfirmata da Magorno di mandarlo a casa, probabile pensionamento definitivo (dopo la sconfitta del Csx a Rende) del quasi ex capogruppo del Pd alla Regione Calabria, considerato titolare del pacchetto di maggioranza della confederazione renziana calabrese.

L’attacco, per ora, l’ha sferrato il circolo Pd di Rende che senza tanti giri di parole mette al centro delle accuse Magorno:

"Nella nottata tra venerdì e sabato scorso – scrivono in un documento - abbiamo appreso che la Segreteria regionale del Pd (cioè Magorno, ndr) ha inteso delegittimare e snaturare la Direzione Regionale. Tale fama, perché di questo è bene parlare, ha evidenziato come le decisioni siano state prese nelle segrete stanze. Il Segretario Regionale (magorno, ndr), attraverso la sua richiesta in Direzione, ha proposto di "prendere atto" ai pochi membri presenti alla 4 di mattina, che i Consiglieri uscenti con più di due legislature non potevano ricandidarsi. Posizione legittima, se non fosse altro che la Direzione non ha potuto deliberare in quanto convocata senza rispettare il numero legale. Di tutto ciò, il Segretario regionale (sempre Magorno, ndr) dovrà assumersi le debite responsabilità. Quello che a noi meraviglia è come si possa arrivare al punto di offendere figure dello spessore politico come Principe, che ha contribuito a costruire questo Partito, e che nella sua attività di consiglio regionale ha lavorato alacremente, così come si evince dalle tabelle riepilogative di recente riportate su alcune testate locali”. Segue in poche righe l’accusa che l’offesa è stata consumata anche verso Rende perché “Addirittura candidati nelle liste collegate al Presidente alcuni personaggi che oltre a provenire dalle esperienze dell'Amministrazione Scopelliti hanno osteggiato e sono convinti oppositori di questa tradizione riformista".