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Accanto a De Masi contro i clan e l'usura. MARIO OLIVERIO

Accanto a De Masi contro i clan e l'usura. MARIO OLIVERIO

di MARIO OLIVERIO - (REP) La notizia del fallimento della mediazione tra la “De Masi Costruzioni”, una delle poche aziende sopravvissute nell’area industriale di Gioia Tauro, e le banche, che entro la fine dell’ anno porterà inevitabilmente al licenziamento dei 40 lavoratori in forza in questa azienda e la conseguente proclamazione dello stato di agitazione, seguita dall’annuncio di un primo sciopero per il 13 novembre prossimo, è un fatto gravissimo, che non può assolutamente lasciarci indifferenti. Oggi ho voluto incontrare Antonino De Masi per esternargli la mia completa vicinanza e solidarietà e per incoraggiarlo ad andare avanti”.

Il governo, la Regione e le istituzioni nazionali e locali hanno il dovere di mobilitarsi e difendere con tutti i mezzi questa azienda che è un modello industriale sopravvissuto alla crisi in atto e che rischia di chiudere pur realizzando prodotti che hanno mercato e tecnologie moderne, per non avere ancora ricevuto i risarcimenti per i quali è aperto un tavolo al ministero dello Sviluppo Economico, al momento non risolutivo, nonostante la condanna in Cassazione di tre banche per usura e per le minacce della criminalità organizzata che nell’aprile del 2013 scaricò contro un capannone dell’azienda 44 proiettili di Kalashnikov e che fecero assegnare ad Antonino De Masi la scorta.

Questa è la Calabria che dobbiamo difendere e tutelare, la Calabria che ci piace e che vogliamo costruire una volta eletti alla Presidenza della Regione. Una Calabria di imprenditori onesti che non ha paura, che non si piega e non si arrende di fronte alle minacce della ‘ndrangheta e che ha il coraggio di denunciare a viso aperto le difficoltà di accesso al credito ed i tassi usurai praticati dalle banche nella nostra regione.

Per questo motivo staremo al fianco di questa azienda e dei suoi lavoratori e ci batteremo con ogni mezzo e con tutte le nostre energie per evitarne la chiusura e per farla diventare il simbolo del cambiamento e della voglia di crescere della nostra regione.