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Cambiare Reggio Cambia, lettera a Falcomatà. BOVA

Cambiare Reggio Cambia, lettera a Falcomatà. BOVA

di FILIPPO BOVA - (REP) “Uno pesa uno” e proprio per questo crediamo valga la pena ascoltarlo. Siamo partiti da questa analisi, quando abbiamo pensato e sviluppato l’idea di “Cambiare, Reggio Cambia”, con l’intenzione di “non perdere mai di vista” ciascuno dei nostri concittadini.

Oggi ribadiamo che senza Dialogo, non “svolteremo” da nessuna parte; anzi ripercorreremo, mutando solo l’ordine degli interpreti, le orme di chi ci ha preceduto alla guida del Comune di Reggio Calabria. Voglio essere schietto, perché credo – dal primo momento – al progetto politico della Coalizione “Reggio è Viva” e del neo Sindaco, Giuseppe Falcomatà: non utilizzerò, in linea di coerenza rispetto a quanto sinora fatto, “mezzucci” e ipocrisie proprie della politica spicciola. Sarò schietto perché voglio bene alla mia Reggio e voglio il Bene della Città. Ho partecipato, con coraggio e senza sponsor, alle primarie per la candidatura alla carica di Sindaco per il centrosinistra; ho perso e non ho aspettato un minuto – l’unico a rispettare i patti – per sostenere apertamente, totalmente e fiduciosamente l’amico Giuseppe Falcomatà. Con lo stesso coraggio, non ho preso parte alla proclamazione degli eletti, non per mancanza di rispetto verso i miei colleghi a cui porgo i miei migliori auguri; ma – violentando il mio essere amante delle Istituzioni – per lanciare un segnale di rottura: l’assise cittadina non sia uno strumento vuoto, ci sia coinvolgimento, è la Città a chiedercelo.

Un mandato, così largamente popolare nei numeri, che non può essere tradito nel nome della spartizione delle cariche da Peggiore Prima Repubblica. Qui, caro Sindaco, non c’è da rispettare gli eletti, ma il nostro elettorato: il caposaldo deve essere la Partecipazione; assioma che sino ad oggi non è stato tenuto in considerazione. Per un Primo Cittadino moderno che dirama sui social network la sospensione delle attività scolastiche in virtù dell’allerta meteo, non deve essere poi così difficile alzare la “cornetta” e chiamare tutte le componenti della sua maggioranza e condividere lo stato dell’arte. (Dopo 18 giorni ancora non ho avuto il piacere di applicare questa “legge aurea” della Politica. Io non ho chiesto nulla; già esercito una professione, quella medica, oberante, ma piena di gratificazioni, per cui non ho bisogno di un titolo per “essere qualcuno”. Mi sono rimesso in discussione, non solo candidandomi, ma soprattutto mettendo in piedi il primo ed unico movimento civico cittadino capace di eleggere un rappresentante: l’ho fatto solo per rendere un Servizio. Io non aspettavo “una buona notizia”,  ma una semplice comunicazione: un dialogo serio, in cui appalesare anche la difficoltà a preparare la squadra. Ma questa telefonata, questo incontro non c’è stato. Bando agli equivoci, noi abbiamo capito tutte le difficoltà per amalgamare una realtà complessa e siamo convinti di essere ancora parte integrante di una grande forza politica di Governo. Ma adesso dagli slogan si deve passare ai fatti: ci chiediamo e Ti chiediamo, caro Sindaco, quali logiche muoveranno le nostre scelte quando dovremo parlare di governance delle Società Miste? Oppure rispetto agli attuatori del “Decreto Reggio” chi sarà coinvolto? Per la “Fondazione Cilea”? Quanti tasselli, secondo la divisione partitica, dovranno essere “messi al loro posto”?

Non dobbiamo disperdere l’energia positiva della nostra elezione; voglio spazzare via qualsiasi dubbio: né “Cambiare, Reggio Cambia”, né Filippo Bova ti chiederanno mai una poltrona o un ruolo strategico di gestione. Noi vogliamo portare le nostre idee in Consiglio Comunale, con vigore ed intelligenza; perché dietro le nostre proposte ci sarà sempre un progetto. Siamo fiduciosi che dopo questo inizio, riusciremo a trovare la quadra con l’intera Giunta, che seppur per larghi tratti non sia rappresentativa delle forze politiche della maggioranza, siamo certi saprà interloquire costruttivamente con tutti noi, senza badare a primogeniture e rapporti fiduciari di forza. Se non sarà così, allora avremo una replica impietosa di un atto già andato in scena negli ultimi 12 anni. Noi procederemo sempre sulla strada della lealtà, di quell’accordo ratificato in quel lontano giugno 2014, che non tradiremo mai. Ma proprio in virtù della nostra coerenza, saremo sempre schietti e diretti; senza fronzoli, ma coscienti che il Cambiamento, quello vero, passa solo dal confronto, anche se accesso, e dall’elaborazione di una sintesi fruttuosa tra le diverse istanze del territorio e dei reggini, uno ad uno.