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OLIVERIO: Io sto con Renzi ma non posso essere definito un renziano

OLIVERIO: Io sto con Renzi ma non posso essere definito un renziano

NOSTRO SERVIZIO. Raffica di interviste dei giornali nazionali con Mario Oliverio, nuovo Governatore della Calabria. Oliverio ha affrontato coi giornalisti tutti i temi, anche quello della sua collocazione nella geografia del Pd. 

Questo lo scambio di battute con Repubblica (in neretto le domande):

“Cambiamento lei dice. Eppure non è esattamente un politico di primo pelo: è stato sindaco del suo paese, parlamentare, assessore regionale e presidente di Provincia..”

“E allora? Andiamoci piano con il rinnovamento. Bisogna coniugarlo con la capacità. Qui, per fortuna, il mio messaggio è passato”

Un messaggio lanciato anche all'ex Rottamatore?

"Io sto con Renzi ma non posso essere definito un renziano. Non il segretario, ma qualche suo amico in Calabria, voleva far saltare le primarie per imporre dall'alto un papa nero. Non so se con quella soluzione avremmo vinto. Voglio dire chiaramente che ho 61 anni e rivendico con orgoglio la militanza nel Pci di Berlinguer. La rottamazione non può essere la liquidazione di una tradizione politica come quella pidiessina o diessina. Bisogna far maturare i processi. Altrimenti non so per quanto continueremo a vincere. Occhio al dato dell'astensione in Emilia".

Anche col Messaggero, che propone un reportage firmato all’inviato Mario Ajello, Oliverio è tornato sul punto (in neretto le dichiarazioni di Oliverio).

Scrive Ajello: “La solitudine della politica, anche quella che vince è la cifra di questa nuova-vecchia Calabria. Che con un colpo di reni si allinea al governo nazionale ma - assicura Oliverio - «non andremo a battere cassa da Renzi». Con il quale la sintonia esiste: «Io ero bersaniano ma è passato tanto tempo, ora condivido in pieno la lotta di Matteo contro il rigorismo europeo che ci stritola», assicura il vecchio comunista assurto a presidente - ma buttando un'occhiata a chi sono i campioni del consenso a questo giro ci si imbatte nella eterna Calabria amara dove il riformismo vorrebbe vincere sul trasformismo ma chissà.