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GRATTERI. Meglio fallire che consegnarsi agli usurai

GRATTERI. Meglio fallire che consegnarsi agli usurai
"Agli imprenditori o ai commercianti dico sempre una cosa: e' meglio fallire che rivolgersi ad un usuraio. Chi fallisce puo' ripartire da zero. Chi finisce nelle mani degli usurai non ne esce mai, e' come un tossicodipendente". Lo ha detto Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, durante il suo intervento ad un convegno sull'usura organizzato dalla Provincia e dall'universita' fiorentina. Nel sua analisi il procuratore aggiunto separato la natura criminale del cosiddetto "usuraio di quartiere", dallo stesso fenomeno ma gestito dalle organizzazioni mafiose.
 
In questo caso si tratta del "del mezzo piu' rozzo e semplice per riciclare denaro", che permette ai clan "di infiltrasi all'interno del sistema economico", impossessandosi di attivita' commerciali dove "impiegare gli ingenti capitali di cui dispongono, soprattutto grazie al traffico di stupefacenti". Guardando il problema nella sua complessita', Gratteri sottolinea "purtroppo la poca sensibilita' nei confronti di questo reato terribile". Corredato da "rilevanti risvolti anche di natura psicologica: perche' spesso l'usurato perde il patrimonio, ma soprattutto perde la serenita', la dignita', l'amore della moglie e il rispetto dei figli. Ci si trova davanti a un altro uomo, a un pugile suonato a cui arrivano minacce di notte, vengono terrorizzati i familiari; finche' non cedera' tutto alle organizzazioni mafiose e criminali".