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Lanzetta a Franceschini: non chiudere l’ufficio di tutela dei beni architettonici e paesaggistici di Reggio

Lanzetta a Franceschini: non chiudere l’ufficio di tutela dei beni architettonici e paesaggistici di Reggio

"Ti chiedo di voler valutare la concreta possibilità di reinserire a Reggio Calabria l'ufficio di tutela dei beni architettonici e paesaggistici accorpandolo, in analogia con quanto fatto altrove, con i beni storico-artistici".

Così il ministro agli affari regionali Maria Carmela Lanzetta, in una lettera inviata al ministro ai beni culturali Dario Franceschini in relazione alla "cancellazione della soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, prevista nella bozza del decreto di articolazione degli uffici dirigenziali di II fascia, di imminente approvazione, diramata lo scorso martedì 18 novembre, nell'ambito del progetto di riforma del tuo ministero".

E, continua la Lanzetta, "l'istituzione della soprintendenza beni architettonici e paesaggistici per la Calabria meridionale (Reggio e Vibo), che ha preso vita nei primi mesi del 2009, ha determinato un notevole miglioramento nei rapporti con gli enti pubblici ed ecclesiastici. In considerazione delle particolari condizioni del paesaggio della Calabria meridionale, l'assenza di piano paesaggistico, la scarsità e la vetustà dei piani regolatori, la drammatica situazione di molti comuni delle due province, commissariati per lo scioglimento dei consigli comunali a causa di infiltrazioni malavitose, la presenza della soprintendenza, con sguardo vigile ma distaccato, rappresenta un presidio statale di tutela fondamentale".

Ed infine il ministro Lanzetta aggiunge: "Reggio Calabria sarà tra breve Città metropolitana, ciò comporterà un impegno particolare per il supporto all'istruttoria della domanda e l'aiuto nella formulazione del piano di gestione nel caso di una sua inclusione. Se l'articolazione degli uffici prenderà corpo nella forma delineata, anche lasciando a Reggio Calabria un presidio della soprintendenza cosentina sotto forma di ufficio distaccato, le azioni di tutela, così come previste dal codice dei beni culturali, rischierebbero di non essere condotte in maniera pienamente efficiente ed efficace".