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NCD. Scontro con botta e risposta tra i senatori D'Ascola e Caridi

NCD. Scontro con botta e risposta tra i senatori D'Ascola e Caridi
Acque sempre agitate nel Nuovo centrodestra. In ogni occasione Angelino Alfano va sbandierando il 9% raggiunto in Calabria all'ultima tornata elettorale, sottolineando che proprio da questo risultato bisogna partire per il rilancio sul territorio. Peccato, che proprio in questa Regione, raccontano, si registrano i malumori più forti, dovuti soprattutto a un braccio di ferro tra correnti.
 
I mal di pancia arriverebbero in particolare dalla componente calabrese a palazzo Madama (tra questi Tonino Gentile, Pietro Aiello e Giovanni Bilardi): quasi tutti i senatori ieri hanno disertato la Direzione nazionale del partito in segno di protesta. Alcuni di loro hanno puntato i piedi perchè contrari all'accelerazione impressa da Matteo Renzi alla riforma elettorale, altri, invece, per ragioni politiche legate a equilibri di potere a livello locale.
 
Ieri spiccava anche un'altra assenza di peso alla Direzione, quella di Giuseppe Scopelliti. Da tempo, nonostante le smentite, l'ex governatore, uno dei fondatori di Ncd, è considerato a un passo dall'addio, per
rientrare in Forza Italia. Un'indiscrezione confermata dal fatto che alle ultime regionali molti hanno letto le sue mosse in favore di Wanda Ferro. Tra i più scontenti il senatore di Ncd e scopellitiano doc, Antonio Caridi, che ieri sarebbe stato protagonista di un acceso botta e risposta in Aula (durante il dibattito sul jobs act), con il reggino Nico D'Ascola, candidato alfaniano alla presidenza della Calabria, dove poi ha prevalso l'esponente di centrosinistra, Mario Oliverio. Oggetto del contendere, riferiscono fonti parlamentari, le scelte politiche del partito in Calabria e la linea di Ncd a livello nazionale rispetto al governo Renzi (per Caridi c'è il rischio di essere troppo sbilanciati a sinistra). (fonte adnk)