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SCIOGLIMENTO COMUNI. Alfano riformi la legge di D. ARENA

SCIOGLIMENTO COMUNI. Alfano riformi la legge di D. ARENA

di DEMETRIO ARENA* - (rep) Sul paventato scioglimento del comune di Roma occorre procedere con i piedi di piombo in quanto le ripercussioni sul nostro Paese a livello internazionale sarebbero devastanti.

Sono d'accordo con il Ministro dell'Interno su molti concetti che ha espresso in primis è necessario attendere l'evoluzione delle indagini e valutare bene le carte prodotte durante questa meticolosa indagine, altrimenti si rischia di cadere nella “giustizia sommaria” che confligge con la cultura del diritto, prima ancora che col garantismo.

Devo però rilevare, con grande dolore, che questo approccio non è stato utilizzato nella valutazione della situazione della mia Reggio, per la quale è stata disposta da un Ministro tecnico, a seguito di pressioni politiche e di qualche ben noto giornalista, la commissione d'accesso che, successivamente, ha portato allo scioglimento di un'amministrazione comunale in carica da appena sei mesi e senza che vi fosse alcun indagato tra i componenti della Giunta. Un provvedimento definito "preventivo" da chi lo adottò, fondato sull'innovativo requisito della "contiguità". Un provvedimento ingiusto e penalizzante per i cittadini e che rappresenta uno sfregio permanente per il nostro Paese prima che per Reggio Calabria.


Se il Ministro Alfano ritiene che “per riconquistare il rapporto con i cittadini è necessario battersi contro chi sbaglia e non in maniera generalizzata” e che nel caso della Capitale d'Italia si parla di una città sana nella quale va punito chi ruba, non la città, detto principio deve valere a tutte le latitudini. Deve valere per tutti i comuni, anche i più piccoli, della mia Calabria e della sua Sicilia. In caso contrario, si cadrebbe nell'aberrante teoria di lombrosiana memoria. Perché si crei l'indispensabile connubio per contrastare e sconfiggere la 'ndrangheta è necessario che l'azione dello Stato sia determinata ma anche chirurgica, per evitare il rischio che le comunità di quei territori afflitti dalla mafia siano considerate tutte malate.

Se, come dice Alfano, sullo scioglimento non si decide con “emotività” ma a seguito di puntuali e non brevi valutazioni tecniche, occorre che il Ministro si adoperi affinché l'attuale impianto normativo venga adeguatamente riformato, in quanto l'applicazione della legge attualmente effettuata dagli organi dello Stato determina con eccessiva disinvoltura lo scioglimento dei comuni del mezzogiorno d'Italia spesso valorizzando non elementi oggettivi o concreti indizi ma semplici quanto accattivanti suggestioni. Se si vuole dare credibilità allo Stato è necessario abbandonare strumenti e atteggiamenti di facciata, passerelle e approcci autoreferenziali e intraprendere un serio percorso autenticamente riformista. Ad Alfano non mancano di certo le competenze necessarie ed il ruolo per disciplinare bene questa annosa problematica.

*già sindaco di Reggio