Direttore: Aldo Varano    

MEDITERRANEA. Presentato il master Economia dello sviluppo e dei beni e delle attività culturali

MEDITERRANEA. Presentato il master Economia dello sviluppo e dei beni e delle attività culturali

 (rep)

Presentazione del Master Universitario di I livello in “Economia dello sviluppo e dei Beni e delle Attività Culturali promosso dal Dipartimento Pau dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

È stata presentata presso il Dipartimento Patrimonio, Architettura, Urbanistica (PAU), la prima edizione del Master Universitario di I livello in “Economia dello Sviluppo e dei Beni e delle Attività Culturali” diretto dal Prof. Domenico Marino.

Il Master, che avrà inizio entro il mese di Febbraio 2015 con un massimo di 35 studenti, si propone di formare figure professionali con competenze finalizzate alla valorizzazione e gestione dei beni culturali, dei processi di sviluppo, della programmazione del territorio. In particolare, in relazione alla sempre più consistente domanda di competenze adeguate che riguardano il governo del territorio, le politiche di sviluppo e l’avvio di circoli virtuosi a livello territoriale. Il master presenta un forte carattere di multidisciplinarietà, in quanto coniuga differenti competenze nel campo economico, statistico, aziendale, museologico e di valorizzazione dei beni culturali.

La prof.ssa Valtieri, Direttore del Dipartimento Pau, ha spiegato durante la presentazione che:” il Master intende coniugare gli aspetti culturali con quelli della valorizzazione. La volontà di correlare conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, è stato alla base dell’istituzione del primo dipartimento PAU, ben 25 anni fa. Ma con il terzo millennio il mondo si è “allargato”, come i dipartimenti; anche il “Ministero per i beni culturali e ambientali” (inizialmente preposto alla tutela), alla fine del secondo millennio è diventato “Ministero per i beni e le attività culturali”, e recentemente ha accorpato “il turismo”.  

Pure il concetto di Bene culturale si è “allargato” ai Beni immateriali, che includono le tradizioni produttive, il cibo, il paesaggio culturale e tutto quanto è legato alle peculiarità della storia di ogni “paese”. La globalizzazione ha innescato una forte diffusione del cosiddetto “turismo culturale” e i Beni culturali sono diventati una “merce” da vendere, con l’uso di tutti i mezzi psicologici e tecnici contemporanei possibili. Quindi la componente della valorizzazione è diventata più forte rispetto a quelle della storia e della conservazione, perché tutto sembra dipendere dall’economia e dalla politica. Ma se gli interventi improvvisati sui Beni materiali mettono a rischio la loro “autenticità” (che ha un grande valore economico perché non riproducibile), i Beni immateriali corrono il rischio di una omologazione. Per questo motivo, il Master diretto dal prof. Domenico Marino, contempla una sinergia con le competenze tese a individuare e tutelare le specificità culturali, al fine di formare figure professionali che abbiano la visione di un’economia apportatrice di sviluppo, attraverso attività che consentano una valorizzazione compatibiledel patrimonio culturale, nei suoi vari aspetti”.

Il prof. Domenico Marino, Direttore del Master, che ha sottolineato come il Master rappresenta un modo che l’Università Mediterranea ha scelto per essere vicina ai bisogni del territorio e per contribuire ai processi di sviluppo economico. Può, inoltre, costituire un occasione per migliorare il capitale umano della nostra regione che è un passaggio obbligato se si vuole effettivamente contribuire al rilancio economico di questo territorio segnando una discontinuità forte con il passato.

“Il Master” – ha aggiunto Marino – “intende formare una figura dinamica e duttile in grado di interagire con il territorio nelle sue diverse componenti socio-economiche ed istituzionali, dotata di conoscenze e strumenti per condurre, in via preliminare un’opera di sensibilizzazione alla cultura dello sviluppo dal basso”.

Il prof. Massimiliano Ferrara, Prorettore alla Comunicazione, ha evidenziato che: “l'offerta didattica della Università Mediterranea si arricchisce con il nuovo Master, intercettando le istanze di cambiamento e di innovazione che provengono dal job market, soprattutto se guardiamo alle prospettive di crescita delle potenzialità presenti sul nostro territorio. Il nostro patrimonio artistico storico archeologico e culturale tout court necessita della oramai ed indefettibile alta formazione di un capitale umano che si occupi dello stesso non solo in termini di tutela ma soprattutto di valorizzazione. Lo studio dei profili economici della gestione del patrimonio culturale è in prevalenza appannaggio degli economisti della cultura che, tuttavia, si occupano soprattutto di attività culturali, e poco di beni. La corrente di pensiero dei puristi si contrappone a quella degli aziendalisti. I primi ritengono che il patrimonio vada tutelato, restaurato e concesso alla pubblica fruizione, senza preoccuparsi dei ricavi che ne possono derivare. Ma un maggior afflusso di denaro assicura maggiori possibilità di intervento per la salvaguardia del patrimonio artistico: la valorizzazione economica – per gli aziendalisti – non si oppone né a quella culturale né, tanto meno, alla tutela. Senza finanziamenti non si conserva, non si restaura, non si crea un mercato occupazionale per le figure competenti che le università stanno formando. Tra le due tesi, non si esclude una terza via, capace di coniugare le esigenze di cui entrambe sono portatrici, tutela e redditività di gestione. Con questo percorso formativo cercheremo di far fronte a le istanze appena evidenziate”.

Le iscrizioni sono aperte e sarà possibile iscriversi fino al 9 gennaio 2015.