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Ecco perché lascio il Ncd, in Calabria succube di logiche familiari. ANTONIO CARIDI

Ecco perché lascio il Ncd, in Calabria succube di logiche familiari. ANTONIO CARIDI

di ANTONIO CARIDI* - (REP) "Sono state disattese tutte le aspettative che avevamo riposto nell'ambizioso progetto di creare una nuova area dei moderati di centro destra per cui ho ritenuto opportuno lasciare NCD, un partito ormai usato come strumento per tutelare qualche postazione di governo, appannaggio di pochi".

"Ho sposato un anno fa il progetto del Nuovo Centro Destra perché nasceva come soggetto politico legato al territorio e animato dal coinvolgimento della base, degli iscritti, dei simpatizzanti, degli amministratori locali. Col passare del tempo, invece, si è consolidato un orientamento troppo centralistico rispetto ad una gestione legata a correnti ed esasperatamente personalistica.

Per non parlare del livello locale. Non è mai stato convocato un coordinamento regionale e la linea politica è tuttora dettata da logiche e interessi personali e familiari. Per senso di responsabilità rispetto alla mia città ho aspettato, prima di formalizzare la mia uscita dal gruppo, che si approvasse la legge di stabilità affinché venisse accolta la mia richiesta ben precisa formulata ai vertici del partito. Un'ultima chance!

Avevo chiesto l'appoggio politico con il governo affinché venisse approvato l'emendamento, da me sottoscritto, che prevedeva l'avvio della città metropolitana di Reggio Calabria insieme a tutte le altre realtà coinvolte. Una grandissima occasione per riparare i danni causati dal commissariamento e per ridare dignità a un popolo che ha finalmente ritrovato la democrazia, ma anche in questo caso non ha prevalso il buon senso e le tante promesse di ministri e sottosegretari, presenti in Calabria soltanto in campagna elettorale, si sono perse per strada.

E proprio sulle promesse fatte e sulle belle parole più volte pronunciate continuerò a vigilare senza fare sconti. Per non parlare della battaglia sulla ZES per il porto di Gioia Tauro, che ancora procede ma su cui avevo chiesto un'accelerazione, o ancora della proroga finalizzata alla stabilizzazione dei precari degli uffici giudiziari (anche quest'ultima nella legge di stabilità), oppure della salvaguardia di importanti uffici della pubblica amministrazione, come quello della soprintendenza: tutte richieste di interesse generale sulle quali non ho trovato disponibilità da parte del Governo.

Su questi e su altri temi, insieme ai tanti amministratori locali che operano quotidianamente su un territorio delicato tra mille difficoltà, continuerò a spendermi nell'interesse della collettività con lo stesso spirito critico che ha contraddistinto questi anni in Senato, anche quando - con senso di responsabilità - facevo parte del gruppo che sostiene questo esecutivo. Proseguirò la mia attività all'interno del gruppo Grandi Autonomie e Libertà lavorando affinché diventi una concreta realtà quel polo di moderati di centrodestra di cui si sente davvero l'esigenza e che i calabresi chiedono a gran voce, in grado di aggregare diverse anime politiche, di armonizzare e trovare la giusta sintesi e, nel contempo, di fornire risposte a quella enorme fetta di elettorato che non si sente attualmente rappresentata da nessuno, per tornare a vincere e servire al meglio i cittadini, insieme ai colleghi e ai vari soggetti che da tempo stanno lavorando in tal senso".

*senatore