Direttore: Aldo Varano    

CATANZARO. Raccordare centro storico e università

CATANZARO. Raccordare centro storico e università

(rep)

L’Università “Magna Graecia” rafforzerà la sua presenza nel centro storico. L’“effetto Ateneo” è considerato l’elemento decisivo per rilanciare la qualità della vita e l’economia nella parte antica della città. Studenti che non solo frequentano le lezioni, ma che scelgono di vivere in centro, in appartamenti dignitosi e a prezzi calmierati.

Ne sono consapevoli le principali istituzioni, il Comune, la Provincia e la stessa Università che si sono confrontate a lungo, su iniziativa del sindaco Sergio Abramo, con Confindustria e Ance. E’ stata una riunione operativa, quella svoltasi a Palazzo De Nobili, a conclusione della quale sono stati fissati alcuni punti essenziali.

L’Università, per bocca del magnifico rettore Aldo Quattrone, è disponibile nell’immediato a compiere un investimento su un immobile pubblico di prestigio per dare alla facoltà di sociologia una sede dignitosa e dotata di tutti i servizi, compresa una grande biblioteca e un’aula magna. Gli spazi di via Eroi sono ormai inadeguati per una facoltà che conta già 550 iscritti e il prossimo anno, a triennio completato e con le specializzazioni, dovrebbe superare i mille studenti.

Si pensa all’ex istituto Rossi, un grande fabbricato di oltre duemila metri quadrati, di proprietà del Comune e dove attualmente è ospitata la sezione staccata del Conservatorio. Il sindaco si è detto sostanzialmente d’accordo, ipotizzando una sede alternativa per la sezione staccata del Conservatorio, anche se poi dovrà essere il Consiglio Comunale a pronunciarsi. Confindustria e ANCE stanno, da parte loro, lavorando ad un bando per l’individuazione di un congruo numero di alloggi nel centro storico da ristrutturare e assegnare agli studenti universitari, a cominciare da quelli rimasti fuori dalla graduatoria per la casa per lo studente nel campus di località Germaneto.

L’impegno più ambizioso è quello di inserire il grande immobile dell’ex convento Santa Chiara, attuale caserma dei carabinieri “Triggiani”, nella programmazione comunitaria. Il fabbricato, di proprietà della Provincia, ha una superficie utile di 23mila metri quadrati e potrebbe ospitare, una volta ristrutturato, una grande facoltà. Per il suo recupero, è stato calcolato, occorrono non meno di 20 milioni di euro, ma si tratta – hanno sottolineato il presidente della Provincia Enzo Bruno e il sindaco Sergio Abramo – di un patrimonio inestimabile nel cuore della città che non può essere abbandonato. L’ormai ex caserma “Triggiani” sarà oggetto di uno specifico accordo di programma Provincia-Comune-Università e destinato espressamente – se la richiesta di finanziamento andrà in porto – alle attività universitarie.

Sempre la Provincia, nell’ambito del suo programma di governo, intende agevolare il ritorno dell’Accademia di Belle Arti nel centro storico in uno dei grandi contenitori disponibili. Il presidente Bruno, sottolineando la valenza della sinergia con il Comune, ha ribadito la volontà dell’Ente intermedio di contribuire al rilancio della Città Capoluogo di Regione che ha bisogno – ha detto – di una specifica legge regionale che ne esalti il ruolo.

Alla riunione presieduta dal sindaco hanno partecipato, come detto, il rettore Aldo Quattrone, il presidente di Confindustria Daniele Rossi (che ha espresso sostegno incondizionato all’iniziativa del sindaco sul centro storico), il presidente dell’ANCE Alessandro Caruso, il direttore di Confindustria Dario Lamanna, il consigliere comunale e provinciale Marco Polimeni (delegato ai rapporti con l’Università), una folta delegazione di dirigenti e tecnici dell’Amministrazione Provinciale (l’ing. Floriano Siniscalco dei lavori pubblici, l’arch. Pantaleone Narciso e Franco Greco dell’edilizia scolastica, Giuseppina Pugliese del settore patrimonio).

Nel corso della riunione, è stata anche esaminata la consistenza dei grandi contenitori presenti nel centro storico, ipotizzandone l’eventuale destinazione per attività universitarie e di alta formazione: l’ex scuola Mazzini (3mila 500metri quadrati, parte dei quali serviranno per le scuole elementari), l’ex Rossi (2mila metri quadrati), l’ex Educandato. Più in generale il sindaco Abramo ha parlato del centro storico come la sfida principale del 2015 che vedrà l’Amministrazione comunale concentrata su una serie di questioni: dalla mobilità (acquisizione e automazione della funicolare, con riduzione del costo del biglietto) ai parcheggi (Bellavista, Politeama, Piè Sala), fino al completamento di tutte le opere pubbliche (da piazza Matteotti all’ex Stac) e alla riconversione del sistema commerciale attraverso incentivi.