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REGGIO. Noi calabresi sempre nel mondo di sotto. SERGI (Ethos)

REGGIO. Noi calabresi sempre nel mondo di sotto. SERGI (Ethos)

 

di GIOVANNI SERGI – (rep) Quasi inevitabilmente, alla fine di ogni anno siamo inondati, attraverso i mezzi d'informazione, da pagelle, resoconti, analisi, che riguardano avvenimenti politici e sociali che hanno caratterizzato o modificato il nostro modo di vivere.

In tutta sincerità, e pur con il massimo rispetto per le altrui opinioni, riusciamo a stento a rintracciare fatti e scelte politiche che in modo significativo abbiano modificato le nostre condizioni di vita nell'anno appena trascorso.

Riteniamo, anzi, che la nostra città e la nostra regione stiano sprofondando in un insostenibile arretramento economico e sociale.

I numeri non mentono e i numeri ci dicono che il reddito pro capite lordo per ogni cittadino calabrese è di euro 15.898,00 annui, il p.i.l. regionale ha perduto nell'anno 2013 il 5% e i nostri giovani, non che i meno giovani, emigrano in massa spinti da una disoccupazione crescente e dalla mancanza di ogni prospettiva favorevole nel breve o medio periodo, la corruzione della nostra classe dirigente ha pervaso e devastato tutte le istituzioni, mortificando la popolazione tutta, nei suoi bisogni d'equità e di giustizia sociale.

Se in Italia si sta male, nel meridione si sta peggio, se il reddito pro capite nel centro nord precipita al sud sprofonda e a tutto questo nessuno o pochissimi sembrano volersi opporre con decisione e coraggio.

Insomma, come abbiamo anche appreso da recenti resoconti di cronaca, attraverso una spietata ma lucida e sintetica visione della nostra società esiste: un mondo di sopra, un mondo di sotto e uno di mezzo, e noi abbiamo capito che come calabresi facciamo quasi interamente parte del mondo di sotto.

Vorrei ricordare, a tal proposito e a proposito di pagelle, le promesse fatte, in un passato non tanto remoto, da due Ministri della Repubblica, e più esattamente da quello della giustizia e da quello degli interni.

Il primo promise di adeguare l'organico della Procura di Reggio per il 30% mancante delle unità previste, il secondo assicurò l'arrivo di seicento nuove unità atte a rafforzare la presenza sul nostro territorio delle forze dell'ordine.

Ancora stiamo aspettando e visto che l'unica speranza di traslocare dal mondo di sotto a quello di sopra passa attraverso una bonifica profonda del mondo di sopra e di quello di mezzo, ci auguriamo che tra una reiterata minaccia e l'altra subita dai nostri magistrati, tra una proroga infinita del blocco degli adeguamenti salariali alle forze dell'ordine, qualcuno si ricordi che la pazienza e soprattutto i soldi dei cittadini sono finiti.

*SOCIO FONDATORE, ETHOS