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TALLINI (Fi). Esclusione di Fi dall’ufficio di presidenza è menomazione della democrazia

TALLINI (Fi). Esclusione di Fi dall’ufficio di presidenza è menomazione della democrazia

 

"L'esclusione di Forza Italia, la principale formazione politica di opposizione per numero di eletti e di voti conquistati, dall'ufficio di presidenza del Consiglio regionale, costituisce una grave menomazione della democrazia rappresentativa". E' quanto sostiene, in una nota, il consigliere regionale di Forza Italia Mimmo Tallini. "Se la memoria non mi inganna - prosegue Tallini - e' la prima volta in assoluto nella storia della Regione che alla minoranza piu' consistente viene negato il diritto di fare parte dell'Ufficio di Presidenza. Comincia male, malissimo, il percorso di questa legislatura, che si e' aperta sventolando la bandiera del consociativismo e del trasversalismo, vale a dire i grandissimi mali della nostra terra. Se sul piano procedurale, l'elezione dell'ufficio di presidenza, frutto dell'accordo nazionale tra Pd e Nuovo Centrodestra, e' ineccepibile, sul piano politico equivale ad una macchia che sara' difficile cancellare. Il presidente Scalzo, a cui faccio gli auguri piu' sinceri di buon lavoro, non potra' mai dire di rappresentare l'unita' dell'Assemblea regionale, perche' l'esclusione, a colpi di blitz, del principale partito di opposizione non consentira' mai all'Ufficio di Presidenza di considerarsi un organismo democraticamente normale". "Cosa si nasconde - si domanda Tallini - dietro questa manovra a tenaglia per escludere Forza Italia? Altro che Patto del Nazareno. Il Patto di Palazzo Alemanni e' qualcosa di piu' grave e di oscuro e presto sapremo quali saranno le contropartite, forse nel settore della sanita', dove il ministro Lorenzin ha fatto valere le sue ragioni di partito, piu' che le ragioni della collettivita'. Sapremo se la sanita' e' stata merce di scambio. Meglio avrebbe fatto il presidente Oliverio a cementare elettoralmente l'alleanza con Ncd, invece di ricorrere a questi trucchi da prestigiatore, presentandosi all'elettorato come capo di una coalizione uguale a quella di Roma. Avrebbe fatto migliore figura e non avrebbe ingannato gli elettori". "Forza Italia - conclude - non si lascera' intimidire. Anzi si sente maggiormente motivata per fare un'opposizione senza sconti ad una maggioranza partita col piede sbagliato, autoreferenziale, senza idee e senza programmi, se non l'occupazione del potere".