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REGGIO. L'intervento: l'obitorio al di sotto della dignità. IVALDI

REGGIO. L'intervento: l'obitorio al di sotto della dignità. IVALDI

OBdi FAUSTA IVALDI* (riceviamo e pubblichiamo) -

Perché chi è stato cittadino, ha pagato le tasse e ha contribuito, per quanto ha potuto, allo sviluppo di questa città, una volta defunto deve essere trattato peggio di un sacco di immondizia pronto per una discarica qualsiasi? Perché una città meravigliosa come Reggio Calabria che vanta il lungomare più bello d’Italia, un panorama mozzafiato sullo stretto affacciato su quel braccio di mare in cui si specchia guardando la Sicilia, deve ridursi come una pezzente proprio dove dovrebbe splendere di dignità? Perché questa città dimentica la propria cultura, l’intelligenza dalla quale sono sbocciate poesie, scritti, musica? Perché non è orgogliosa dei suoi filantropi che hanno arricchito i musei o costruito opere come i ricoveri riuniti?

Fin che erano persone vive, importanti, al vertice della cultura o delle Istituzioni, queste persone sono state rispettate, amate, invidiate, adulate, ricercate. Da morte sono state buttate come sacchi di patate di seconda scelta, alla rinfusa, uomini e donne assieme, chi vestito, chi solamente coperto da un lenzuolo. E tutti in una stanza 3.50x4 metri, dove non c’è posto neanche per un fiore. Quei volti, nella smorfia atroce della morte, sembra che gridino la propria indignazione per questo affronto, per questa mancanza di umanità, mancanza di rispetto, mancanza di dignità. I parenti non sanno se stanno piangendo a destra o a sinistra, tanto sono stretti. Gli altri piangono fuori, sotto una piccola tettoia, altri sotto l’acqua come sono stata io.

Tutto ciò non è possibile in una città che si vanta di essere Metropolitana. Tutto ciò è indegno di un Paese civile. Non chiedo che si arrivi come è dalle mie parti, al Nord, dove ci sono camere singole con aria condizionata e fuori ci sono i volontari che si dedicano ad aiutare i vivi perché per gli altri non si può fare più nulla. Non chiedo tanto. Possibile che non si trovi un posto più decoroso? Possibile che il Direttore Sanitario degli Ospedali Riuniti accetti una camera mortuaria fatiscente e angusta? Nel fare il giuramento di Ippocrate non ha solo giurato di guarire i pazienti, ma anche di rispettarli. Voglio che ci sia rispetto per i morti in questa città perché io non amo solo Reggio, ma amo anche le persone buttate come fantocci su quelle barelle e, se ho pianto nel vedere come trattate i vostri morti, vi posso dire che ho pianto di vergogna.

*volontaria Centro Comunitario Agape 2015