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IL DIBATTITO. Rilanciare la Calabria e il Sud con le autonomie locali. GRECO

IL DIBATTITO. Rilanciare la Calabria e il Sud con le autonomie locali. GRECO

 

di ORLANDINO GRECO - (rep) “Ho letto con grande attenzione l’analisi di Demetrio Naccari Carlizzi sull’attuale condizione del Meridione d’Italia. Condivido in larga parte il suo pensiero rispetto a ciò che è mancato in termini di programmazione politica e amministrativa per far sì che il sud potesse davvero ritornare gli antichi fasti di una civiltà millenaria ricca di storia, cultura e potenzialità economiche di indubbia rilevanza.

E’ vero, i processi di decentramento prima e di neocentralismo oggi, imposti dal governo centrale, si sono dimostrati un fallimento perché concepiti senza alcun dialogo reale con le autonomie locali. Si è preferito, spesso, procedere con leggi frettolose e, in alcuni casi, illegittime, come la riforma delle Province del governo Monti e nel Salva Italia, bocciata dalla Corte Costituzionale. Stessa sorte, tra l’altro, potrebbe spettare anche al cosiddetto Svuota Poteri che al momento ha avuto come unico effetto la cancellazione dell’elezione diretta dei consiglieri provinciali. In questo, credo occorra rivedere completamente, attraverso un processo di riforma costituzionale, l’intero comparto delle autonomie locali, ridando alle Regioni, divise in poche macroaree, solo funzioni d’indirizzo, ristabilendo la presenza delle Province storiche e favorendo le unioni e le fusioni tra i Comuni.

Alle modifiche costituzionali è necessario che faccia seguito una programmazione più equilibrata e lungimirante delle risorse destinate al sud. In un contesto di povertà diffusa e di crisi sociale, le strategie di finanziamento per il Meridione sono state spesso finalizzate al solo compiacimento di gruppi d’interesse ben individuati, mentre è mancato un disegno complessivo che consentisse di valorizzare proprio quelle aree che necessitavano interventi di grande rilevanza.

In questo quadro a tinte scure, mentre i partiti centralisti al governo tagliavano treni, chiudevano ospedali e tribunali, imponevano commissariamenti su settori di grande rilevanza regionale, dirottavano i fondi per le aree sottosviluppate al nord, la classe politica meridionale, soprattutto quella che doveva rappresentare in Parlamento le esigenze del sud, si è dimostrata assente e silente.

Alla luce di questa situazione un paio di anni fa, insieme a tanti amministratori locali, abbiamo creato un movimento federale che inverte la logica secondo cui il Meridione rappresenta la palla al piede del Paese. Siamo convinti, infatti, che valorizzare le vocazioni dei territori del sud sia la soluzione alla questione italiana, mai più meridionale. Oggi, L’Italia del Meridione, conta tra le sue file centinaia di amministratori locali, giovani cittadini, donne e uomini che lottano quotidianamente sui loro territori per invertire la rotta centralista verso cui è indirizzata l’Italia.

In Calabria, celebreremo il congresso regionale dell’Italia del Meridione sabato 21 marzo a Rende, ma sono tanti i movimenti che partendo dal nostro esempio intendono federarsi per dare finalmente centralità alle autonomie locali contro il tentativo del governo centrale di imporre decisioni distanti anni luce dalle realtà territoriali. Sarebbe auspicabile che in quella sede intervenisse anche Naccari Carlizzi, il quale potrebbe dare, anche per l’esperienza amministrativa maturata in Calabria, un ottimo contributo in termini di idee e programmazione.”  

* consigliere regionale della Calabria e leader del movimento L’Italia del Meridione