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CALABRIA. Ill TAR: ecco perché la legge elettorale deve essere vagliata dalla Consulta TAR

CALABRIA. Ill TAR: ecco perché la legge elettorale deve essere vagliata dalla Consulta TAR

La legge elettorale regionale non poteva essere modificata a due mesi dalle elezioni perché' il consiglio regionale in regime di prorogatio può solo occuparsi di atti indifferibili e urgenti. E' uno dei rilievi su cui il Tar di Catanzaro ha interessato la Corte costituzionale nell'ordinanza emessa ieri sul caso Wanda Ferro, candidata alla presidenza della regione Calabria non eletta dopo la sconfitta alla competizione elettorale. La causa dell'esclusione è la soppressione, nel precedente testo della legge elettorale regionale, del periodo che include il migliore perdente tra gli eletti.

Il Tar ricorda, facendo la cronistoria degli ultimi mesi, che il consiglio regionale della Calabria nel mese di settembre dello scorso anno ha recepito i rilievi della Corte costituzionale sulla legge elettorale approvata prima della pausa estiva ma la parte relativa al periodo soppresso (che impedisce a Wanda Ferro di sedere in consiglio regionale) non era contenuta tra quei suggerimenti.

Nell'immediata vicinanza al momento elettorale, scrivono i giudici amministrativi di Catanzaro citando la Corte costituzionale, ''il consiglio regionale non solo deve limitarsi ad assumere determinazioni del tutto urgenti o indispensabili, ma deve comunque astenersi, al fine di assicurare una competizione libera e trasparente, da ogni intervento legislativo che possa essere interpretato come una forma di captatio benevolentiae nei confronti degli elettori''.

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si e' espressa in una decisione sulla modifica delle leggi elettorali, sostenendo che ''se uno Stato modifica troppo spesso le regole elettorali fondamentali o se le modifica alla vigilia di uno scrutinio, rischia di scalfire il rispetto del pubblico per le garanzie che si presume assicurino libere elezioni o la sua fiducia nella loro esistenza''.

La Corte di Strasburgo, si ricorda ancora nell'ordinanza del Tar, ha offerto un suggerimento nella medesima direzione: ''Gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare il sistema elettorale propriamente detto, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione in seggi elettorali delle circoscrizioni non dovrebbero poter essere modificate entro l'anno che precede le elezioni, o dovrebbero essere trattate a livello costituzionale o a livello superiore a quello della legge ordinaria''.

Queste ultime parole non sono tuttavia tassative ne' impositive. A sbrogliare la matassa e valutare se la legge elettorale regionale della Calabria può essere considerata valida sarà dunque la Corte costituzionale.