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PAOLA. Oliverio, la mia strategia e il mio impegno per cambiare la Calabria

PAOLA. Oliverio, la mia strategia e il mio impegno per cambiare la Calabria

''Abbiamo da pochi mesi la responsabilità di guidare la Calabria, in un momento storico caratterizzato da crisi e difficoltà spesso inedite, e nel quale abbiamo ereditato fardelli pesanti''. A dirlo e' stato il presidente della Regione Mario Oliverio nel suo indirizzo di saluto durante la cerimonia in onore di San Francesco nel corso della quale ha acceso la Lampada votiva.

''Abbiamo quindi la responsabilità e il dovere - ha aggiunto - di guidare questa terra nel domani, verso il futuro, cercando di porre le condizioni perché' esso, per i calabresi, le donne, gli uomini, i giovani, i bambini che si affacciano alla vita, sia più che possibile certo, stabile, in fiducia.

Questo il nostro intento, e per raggiungerlo, per costruirlo, giorno dopo giorno, crediamo fermamente che ci sia una sola via: quella della rottura con le condizioni che il passato ha posto, di una svolta, di una inversione di tendenza. Cambiare strada, rotta, prospettiva e meta. Il compito non e' facile. La via e' in salita, come ogni nuovo cammino, che, soprattutto all'inizio, e' irto rispetto a quello consueto che si decide di lasciare.

Ma abbiamo una bussola a guidarci: l'interesse dei calabresi. Convinti di alcune cose su tutte le altre: occorre adesso partecipazione e confronto. Parole che ho scritto presentandomi ai calabresi e sulle quali ho ottenuto fiducia''. ''Ho avuto modo di dirlo negli scorsi mesi - ha affermato ancora il presidente della Regione - incontrando centinaia di uomini, donne, ragazzi, tante ansie, problemi, incertezze, assilli, a volte drammi: la Calabria e' il nostro bene comune e per questo stiamo lavorando e lavoreremo, senza risparmiarci, chiamando ad un costante confronto tutte le forze economiche, sociali, della cultura, del volontariato, della Chiesa. Con le energie migliori, e sono tantissime, che questa terra esprime desideriamo costruire solide alleanze, laddove la parola ha il significato di unione. In un cammino che vogliamo sia comune, puntiamo alla crescita, allo sviluppo, a migliori servizi, a sostenere il lavoro, alla cura del nostra meravigliosa natura, alla difesa dei diritti dei più deboli. E tra i più deboli ci sono sicuramente i meno abbienti, chi e' in povertà, chi la rasenta o la rischia, grande ed inattesa emergenza dei nostri ultimi anni che vogliamo e dobbiamo affrontare con un piano di contrasto.

Tra i piu' deboli sono le persone disabili che devono vedere riconosciuti il diritto all'educazione, al lavoro, allo sport, al gioco, alla mobilità, alla casa. Tra i più deboli sono i malati, ai quali deve essere garantito il diritto alla cura o al recupero della salute. E poi c’è chi arriva da lontano, lontano da casa, dagli affetti, dal suo mondo, spesso muore.

I migranti, un dramma a cui non si puo' guardare con indifferenza, che non puo' essere lasciato alle sole terre di approdo, affrontato in maniera congiunta, anche con l'Europa, come ho avuto modo di dire anche nel corso della recente visita in Calabria della Commissaria Cretu. Il nostro cammino muove dalla cultura della legalita', dall'opposizione alle mafie, al malaffare. Puntiamo ad affermare una nuova immagine della nostra terra, come e' stato fatto anche ieri aprendo la nostra partecipazione all'Expo di Milano, superando quella negativa, per conto dei calabresi onesti. Imboccata questa strada c'e' ancora tanto da fare. Non ci spaventa l'impegno, non ci abbandona la speranza che sentiamo forte nel cuore che le cose si possono cambiare, migliorare. Ed e' piu' facile, piu' rapido, quando si e' insieme''. ''E' un appello al confronto - ha concluso Oliverio - che voglio fare oggi, in questa alta occasione che mi consente anche di inviare un particolare pensiero ai nostri emigrati, alle numerose comunita' all'estero che condividono la grande devozione al Santo di tutto il mondo. Comunita' che devono essere per noi orgoglio e risorsa, per le tante affermazioni, in tutti campi, che di generazione in generazione hanno saputo raggiungere''