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OLIVERIO, tutti i dettagli sulla fabbrica di Gioia: primo tassello di sviluppo industriale

OLIVERIO, tutti i dettagli sulla fabbrica di Gioia: primo tassello di sviluppo industriale

"E' un progetto di reindustrializzazione innovativo e importante che consentirà al retroporto di Gioia Tauro di assumere i caratteri di infrastruttura non solo di transhipment ma anche di servizio per la crescita economica e lo sviluppo di attività industriali del territorio".

Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, presentando a Catanzaro, dopo la conferenza stampa fatta stamani a Bari, il progetto del fondo americano Lcv Capital Management per la produzione di auto tra Calabria e Puglia con un materiale di proprio brevetto composto da vetro e plastica e a basso impatto ambientale.

L'iniziativa industriale che, una volta ottenuto il via libera, in Calabria si insedierà nella Piana di Gioia Tauro, nell'ex stabilimento Isotta Fraschini, e' stata presentata, oltre che da Oliverio, dal managing director di Lcv Tony Bonidy (che con Ludovico De Visconti è a capo dell'investimento) e da Giuseppe Arcucci di Invitalia, alla presenza del vice presidente della Regione Calabria, Enzo Ciconte, dell'assessore Carlo Guccione e del commissario all'Authority portuale di Gioia Tauro Davide Barbagiovanni.

"Seguiremo come abbiamo fatto in questi mesi - ha aggiunto Oliverio - l'iter della vicenda. Diverse sono state le riunioni riservate al Ministero dello sviluppo economico alla presenza del sottosegretario Claudio De Vincenti. Adesso bisogna solo chiudere il percorso: dal momento in cui l'investitore avrà il via da parte del Governo ci vorranno 16 mesi per avviare l’attività produttiva che, a regime, dovrebbe portare all'occupazione di 800 persone tra Calabria e Puglia in un rapporto di 60 a 40.

Noi mettiamo a disposizione le aree e gli strumenti finanziari, grazie ai fondi dell'Ue, per la formazione dei lavoratori. E' chiaro che si tratta di un tassello importante a cui dovranno seguirne altri. Le scottature del passato non devono indurci al pessimismo. Dobbiamo richiedere le dovute garanzie, ma dobbiamo anche sollecitare gli investitori a venire nella nostra regione".

Il prototipo dell'auto che sarà prodotta, ha spiegato Bonidy, ha superato tutti i test negli Usa.

L'auto che verrà prodotta negli stabilimenti delle due regioni, secondo quanto anticipato da Bonidy (che ha origini calabresi: i suoi antenati sono di Miglierina, in provincia di Catanzaro), inizialmente verrà proposta in due versioni, utilitaria e truck, e potrà offrire, grazie all'utilizzo di questo nuovo materiale innovativo molto più leggero ma resistente, consistenti risparmi nel consumo di carburante.

Le vetture, oltre agli altri tipi di alimentazione come il gas, potranno montare anche motori di ultima generazione tesla e elettrici. A Bari, sempre secondo le indicazioni fornite ai giornalisti, verranno realizzate le scocche e la carrozzeria, mentre in Calabria avverrà l'assemblaggio completo. Nel primo anno è stata prevista una produzione di 20 mila vetture che saranno commercializzate inizialmente sul mercato italiano.

Successivamente si cercherà di aggredire il mercato europeo a partire da Francia, Spagna, Germania e Regno Unito per poi andare oltre. Nel giro di tre o quattro anni, con l'entrata a regime, dovrebbero essere 120 mila le auto prodotte dal nuovo marchio con un'occupazione calcolata in 800 lavoratori a Gioia Tauro e 600 a Bari.

"Quello che è importante - ha detto Bonidy - è che il processo di produzione, proprio grazie all'uso di materiali di nuova concezione e a minore impatto ambientale, sarà meno robotizzato soprattutto perché' non ci sarà bisogno di verniciatura affidata alle macchine con una piena valorizzazione della manodopera. Quando abbiamo realizzato il prototipo, inoltre, ci siamo resi conto che si tratta di un'auto dallo stile italiano a tutti gli effetti".