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NDR. RIZZICONI (Rc). Sequestro beni per 6 mln alla cosca CREA (i particolari)

NDR. RIZZICONI (Rc). Sequestro beni per 6 mln alla cosca CREA (i particolari)

Beni del valore di sei milioni di euro sono stati sequestrati dalla Polizia di Stato a esponenti della cosca Crea, operante nella Piana di Gioia Tauro. L'attività rappresenta la naturale evoluzione delle indagini che portarono all'operazione Deus, condotte dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e coordinate dalla Dda reggina.

Erano 16 le persone arrestate per associazione di stampo mafioso, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni e truffe alla Comunità Europea. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, oltre a Teodoro Crea, 76enne ritenuto capo storico della famiglia, e buona parte del suo nucleo familiare, risultavano anche altre persone ritenute esponenti di spicco della 'ndrina, quali Antonio Crea detto ''u Malandrinu'' e Domenico Crea, 61enne chiamato ''Scarpa lucida'', legati da vincoli di parentela con il capo della consorteria criminale, e tre ex amministratori pubblici del Comune di Rizziconi.

L'attività investigativa, sottolineano gli inquirenti, "ha evidenziato l'assoluta egemonia della cosca Crea, esplicata sul territorio come una vera e propria signoria, sia nell'esercizio delle tradizionali attività criminali che nel totale condizionamento della vita pubblica, tanto da determinare, nel 2011, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Rizziconi".

Inoltre è emerso che, "nonostante fosse latitante dal 2006, Giuseppe Crea attestava falsamente di essere un imprenditore agricolo, procurandosi così un ingiusto profitto, consistito nell'indebita erogazione da parte dell'Agea dei contributi comunitari relativi Piano di sviluppo rurale per oltre 180mila euro.

Anche il padre Teodoro Crea, la madre e la sorella avevano ricevuto contributi pari a quasi 50mila euro". I provvedimenti eseguiti oggi hanno interessato svariati beni riconducibili al boss Teodoro Crea, in attualmente sottoposto al regime del 41 bis, ai figli Marinella, Giuseppe e Domenico (33 anni) entrambi ancora latitanti, Antonio Crea Domenico Crea (entrambi detenuti).

Il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le risultanze investigative, ha disposto il sequestro di un edificio di pregio, composto da tre appartamenti e due locali uso deposito/garage, dove dimora il boss Teodoro Crea e le famiglie dei figli Giuseppe e Domenico; una villa di pregio; un'unità immobiliare composta da due abitazioni e un locale uso deposito; un immobile in corso di costruzione; un'unità immobiliare composta da tre appartamenti e un locale destinato all'esercizio di attività commerciale; un appartamento; un'unità immobiliare composta da due stabili adibiti rispettivamente a caseificio e abitazione; sei fabbricati adibiti a stalle; 22 terreni; un'impresa (''Il Punto s.a.s'', attiva nel campo della gastronomia, rosticceria da asporto e conduzione di pub, birrerie, creperie, ristoranti e altro) e il relativo patrimonio aziendale; la quota, pari al 20 per cento del capitale, relativa alla società Crea Moda srl (attiva nel campo del commercio all'ingrosso e al dettaglio di abbigliamento, pelletteria, pellicceria, calzature); conti correnti e titoli Agea.