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GRATTERI. Meglio falliti che usurati. Chi accetta l’usura diventa una larva psicologicamente distrutta

GRATTERI. Meglio falliti che usurati. Chi accetta l’usura diventa una larva psicologicamente distrutta

Le vittime del giro di usura gestite dal clan Commisso a Siderno, sgominato oggi dalla Dda di Reggio Calabria con l'operazione Bacinella 2, sono "imprenditori edili e commerciali non solo della zona - ha spiegato il procuratore aggiunto Nicola Gratteri - ma anche di Mammola, Locri, Portigliola. Uno di loro, che non riusciva a pagare e per questo è stato anche malmenato, si è rivolto agli Aquino per avere protezione e cercare si strappare uno sconto.

Un altro era un imprenditore molto ricco di Locri, molto potente, messo anni fa in ginocchio dalla necessità di pagare un riscatto per il sequestro del figlio. Da allora, non sono mai riusciti a risollevarsi, ed è da quindici anni che il suo nome viene fuori nei processi di usura, anche perché' probabilmente non hanno mai modificato il proprio tenore di vita" ha continuato Gratteri.

"Noi - ha detto ancora il procuratore - quando ci troviamo di fronte imprenditori usurati li invitiamo sempre a denunciare, non solo perché' per loro sarà impossibile restituire gli interessi del prestito che hanno contratto, ma anche perché' il clan nei due, tre anni di agonia che concede in attesa di prendersi l'azienda di chi strozza, riduce gli imprenditori a delle larve, li distrugge psicologicamente".

Telefonate notturne, minacce che si estendono anche ai familiari, intimidazioni, pestaggi: questi sono i metodi classici utilizzati dai clan per pretendere la restituzione dei soldi prestati a strozzo. "Noi lo spieghiamo sempre, sottomettersi ai clan, non denunciare vuol dire rischiare di perdere anche i propri affetti, la famiglia, perché' una situazione del genere diventa insostenibile per chi vive a fianco dell'imprenditore estorto. Noi lo ripetiamo sempre, meglio fallire che sottomettersi agli strozzini". (fonte, il velino)