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GIANNOLA (Svimez): Guardare al Mediterraneo. E con Gioia, Napoli e Taranto possiamo entrare in Europa

GIANNOLA (Svimez): Guardare al Mediterraneo. E con Gioia, Napoli e Taranto possiamo entrare in Europa

«Finalmente si sono accorti che il Mezzogiorno è il perno su cui ruota la ripresa di tutto il Paese. Segnali incoraggianti vengono anche dal governo. Ora è il momento dell’azione».

Adriano Giannola, presidente Svimez ha le idee chiare. In una intervista al Mattino di Napoli torna a spiegare per l’ennesima volta che la ripresa del Sud è la condizione per la ripresa dell’intera Italia e sostiene che se non ce la farà il Sud non ce la farà neanche il paese.

“Ribadisco – ha detto Giannola -, in un’ottica di strategia nazionale: guai a vedere il Sud come un problema territoriale limitato sia pure a venti milioni di persone. Il problema, ripeto, condiziona tutta la politica nazionale. E non basta soltanto prendere coscienza del divario, c’è bisogno di azioni molto forti a livello nazionale».

Ma su cosa bisognerà puntare per produrre risorse e sviluppo?

«Sui temi della grande logistica e della missione Mediterranea dell’Italia. Bisogna rovesciare un’ottica che ci ha condizionato per trent’anni, nei quali è stato dimenticato il Mediterraneo. Oggi ne paghiamo i costi. Eppure questa è l’unica opzione per l’Italia, che deve approfittare del grande vantaggio che ha. Nel Mediterraneo il Sud è la punta di diamante. Ed è così per il discorso dell’energia geotermica e del solare e della riqualificazione urbana. Ne beneficerà il Nord». «Le risorse – ha continuato Giannola - si attirano con politiche sensate». La proposta di un esempio concreto? «Dobbiamo creare tre grandi porti nel Mediterraneo, Napoli, Gioia Tauro e Taranto e farne la strategia di ingresso in Europa da subito. I fondi nazionali e quelli europei possono essere indirizzati per questa scelta strategica. Così potremmo trattare con l’Ue una fiscalità di vantaggio, come ce l’hanno Rotterdam e Amburgo».