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Padre fedele. Appartengo a Gesù e prego per la suora che mi ha accusato e i suoi complici

Padre fedele. Appartengo a Gesù e prego per la suora che mi ha accusato e i suoi complici

Non appena appresa la notizia dell'assoluzione da uno dei suoi avvocati, Eugenio Bisceglia, padre Fedele è andato a Laurignano, frazione di Dipignano, piccolo comune alle porte di Cosenza, nel Santuario della Madonna della catena di cui è devoto.

"Ringrazio i miei avvocati per il lavoro che hanno fatto - dice - e continuo a pregare affinché' si ravveda la suora e chi l'ha aiutata.

Io li perdono". "Ho scritto al vescovo di Cosenza - racconta poi padre Fedele con un tono di voce molto pacato rispetto a quello usato quando fu condannato - chiedendogli di poter concelebrare messa il 4 luglio, una data per me molto importante. Il 4 luglio del '44, quando avevo cinque anni, mia madre è morta per una polmonite. Di lei ricordo il bacio che le ho dato prima che se ne andasse, ma da quello che mi hanno detto tutti, di lei conservo l'amore per i poveri. Lei i poveri li faceva mangiare a casa e non fuori. E questo amore lo ha inculcato anche a me, evidentemente".

"Nella sentenza - prosegue - ci ho sempre creduto. Quelle cose non l'ho mai neanche pensate. Appartengo a Gesù e lui disse 'mentendo diranno ogni sorta di male contro di me'. E contro di me ne hanno dette di cose ...". Padre Fedele rivolge quindi un pensiero al suo segretario, Antonio Gaudio, assolto dall'accusa di avere violentato la suora ma condannato per abusi su un'ospite dell'Oasi Francescana di Cosenza: "Mi spiace e prego per lui, ha due figli piccoli. Mi e' sempre stato vicino".