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ANTIMAFIA. L’incontro coi vescovi calabresi

ANTIMAFIA. L’incontro coi vescovi calabresi

"Restituire a questa terra la speranza di futuro, negata non solo dalla criminalita' organizzata ma anche dalla malapolitica. Con l'incontro di oggi abbiamo voluto approfondire la nota pastorale sulla 'ndrangheta che i vescovi calabresi hanno pubblicato nel gennaio scorso. Abbiamo voluto creare un collegamento ideale con la visita di Papa Francesco che un anno fa, nel corso della sua visita in Calabria, scomunico' i mafiosi ed ebbe parole molto dure contro lo strapotere malavitoso".

Con queste parole Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare Antimafia, ha introdotto la conferenza stampa conclusiva della riunione avvenuta stamane a Lamezia Terme tra tutti i vescovi della Calabria e una delegazione dell'organismo parlamentare. L'incontro con i giornalisti e' stata l'occasione per illustrare temi e proposte emersi durante il vertice tra la commissione parlamentare e la Chiesa calabra. "Noi siamo qui - ha rimarcato Bindi - per confrontarci con i pastori diocesani che sono in prima linea, in frontiera, in una regione tra le piu' difficili e anche tra le piu' belle del Paese".

La presidente della commissione Antimafia ha poi sottolineato: "Tutto cio', nel rispetto delle reciproche funzioni e delle competenze spettanti alle istituzioni politiche ed ecclesiali, in omaggio al principio della laicita' dello Stato e della missione della Chiesa: insieme, impegnati nella stessa battaglia". Bindi ha evidenziato: "Come ha affermato Papa Bergoglio non c'e' nessun rapporto fra Vangelo e mafia, cosi' per la commissione Antimafia non c'e' alcun rapporto tra 'ndrangheta e Costituzione". Questa iniziativa di confronto con i vescovi calabresi e' stata molto proficua e si potra' certo ripetere anche in altre regioni".

Mons. Salvatore Nunnari, presidente della Conferenza episcopale calabrese ( Cec), ha dichiarato: "Questa visita per noi, oggi, costituisce un momento storico. Con la nota pastorale sulla 'ndrangheta le nostre chiese si sono ritrovate unite e piu' che convinte che la mafia sia il grande male: col Vangelo, i mafiosi non hanno niente a che fare. La posizione dei vescovi, su questo e' chiara".

Nunnari ha incalzato: "Non e' la Chiesa che ha tolto fuori i mafiosi, ma sono loro che si sono messi fuori. La Chiesa - ha puntualizzato il presidente della Cec - non chiude la porta a nessuno". Nell'ultima parte della nota pastorale c'e' proprio un invito a chi si e' 'smarrito' a ritrovare la dritta via". Nunnari ha anche ricordato che i vescovi calabresi, dopo aver pubblicato la nota, hanno inserito nel ciclo di studi per i seminaristi anche la tematica riguardante la conoscenza del fenomeno mafioso. A questo proposito Bindi ha ipotizzato anche l'elaborazione di un emendamento da inserire nella riforma della scuola in discussione in Parlamento "in modo che questa tematica diventi argomento di studio nelle scuole e che i nostri ragazzi, gia' dai banchi di scuola, comincino a conoscere il fenomeno per difendersene e per contrastarlo gia' in giovane eta'. Come commissione - ha asserito - ci sentiamo di invitare il governo nazionale a prendere in considerazione questa proposta".

Nunnari ha ringraziato la commissione per l'attenzione riservata alla Calabria: "Le istituzioni si incontrano - ha ribadito - per un comune impegno non solo di lotta alla mafia, ma per rinsaldare e tutelare le radici culturali e sociali di tutta una comunita'". Sulla problematica verificatasi nel recente passato, riguardante le processioni 'inquinate' dalla presenza dei mafiosi, Nunnari ha affermato: "Non possiamo certo dare il nostro consenso a tutto cio', sarebbe come un riconoscimento giuridico e morale. Inoltre, c'e' da dire - ha aggiunto il prelato - che i parroci di Oppido e di Mileto, le cittadine finite nell'occhio del ciclone per questi fatti, dopo gli episodi che si sono verificati hanno lavorato tanto con le loro comunita' facendo opera di formazione, di educazione religiosa con i loro fedeli". Il presidente della Cec ha cosi' concluso: "Alla commissione abbiamo chiesto futuro per i nostri giovani. Siamo stanchi di sentire esponenti di governo che accusano i loro predecessori perche' le cose non funzionano. Vogliamo una presenza forte dello Stato che non dia spazio e potere all'anti-Stato". Nel pomeriggio, la delegazione della commissione Antimafia si spostera' in prefettura a Catanzaro dove incontrera' le istituzioni locali ed il governatore della Calabria, Mario Oliverio. (fonte dires)