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CALABRIA. Fondazione Magna Graecia: il SUDcancellato

CALABRIA. Fondazione Magna Graecia: il SUDcancellato

«La vera questione meridionale è rimettere al centro del dibattito politico il Sud, stimolando una comune consapevolezza di tutte le forze civili, sociali e politiche. Una “questione” fondamentale, prioritaria e indifferibile». Così il presidente della Fondazione internazionale Magna Grecia Nino Foti ha spiegato il senso del convegno che mercoledì ha avuto luogo nel palazzo della Provincia. Un’iniziativa voluta fortemente dal centrodestra reggino per sottolineare la totale assenza di politiche di governo in grado di garantire una speranza di sviluppo per le regioni meridionali.

“Il SUDcancellato”, il simbolico slogan dell’iniziativa che ha registrato la partecipazione del presidente della Provincia Giuseppe Raffa, del giornalista e scrittore Pino Aprile, del presidente di Eurispes Gian Maria Fara e del dirigente generale del Ministero dei Beni Culturali Roberto Rocca. «Nessuno nelle Istituzioni e tra i leader Nazionali ad oggi si preoccupa più del nostro Mezzogiorno – ha detto Nino Foti - tanto che ad oggi non si conosce nemmeno chi abbia nel Governo la delega per la gestione dei fondi comunitari che non si utilizzano almeno per il 50% della dotazione annua. Il nostro Paese si presenta nettamente spaccato in due, e al netto di propagandistici proclami non sembra esserci l’intenzione di rimettere in moto quella che potrebbe essere la vera locomotiva per lo sviluppo. La Sa-Rc è la più grande incompiuta della storia del Mezzogiorno, e l’Anas dopo aver isolato il Sud dal resto del Paese – conclude Foti - si prende anche l’assurdo lusso di “festeggiare” la riapertura del viadotto Italia, il cui crollo è costato la vita ad un operaio». Differenze abissali anche per quanto riguarda l’efficienza dei trasporti e «nel frattempo il Governo continua a tagliare e a depotenziare il Mezzogiorno. Con l’ultima finanziaria ad esempio sono stati distratti dai fondi destinati alle aree svantaggiate circa 3,5 miliardi in tre anni per finanziare il taglio dell’Irap sulla componente lavoro di cui beneficeranno per ovvie ragioni soprattutto le imprese del centro nord».

Un quadro drammatico che contribuisce ad alimentare la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, così come ha sottolineato con forza il presidente Raffa. «Siamo in un momento di estrema disaffezione verso la politica – ha dichiarato – i cittadini non ci seguono più perché hanno bisogno di risposte che però tardano ad arrivare». Colpa di una Comunità europea distante dalle esigenze dei cittadini, di un governo nazionale inconsistente e di un governo regionale immobile, per dirla con il presidente della Provincia che ha invitato la deputazione calabrese, di ogni colore politico, a darsi una mossa :«Incatenatevi davanti al Parlamento se necessario».

Un’iniziativa, insomma, che ha cercato di lanciare un sasso nello stagno di una politica calabrese che sembra ferma a subire le angherie e le politiche penalizzante di governi nazionali percepiti come distanti. Lo squillo di tromba, però, sembra essere rivolto anche al centrodestra che, da qualche tempo, avrebbe perso lo smalto di una volta, anche a livello nazionale. (rictrip)