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IRTO. L'intervento dell'insediamento (sintesi)

IRTO. L'intervento dell'insediamento (sintesi)
Il nuovo presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, nel suo discorso d'insediamento, ha rivolto un saluto "per esprimere solidarieta' a tutti i calabresi che soffrono e lottano per la salute nei nostri ospedali e in altri presidi sanitari per i quali questo Consiglio dovra' lavorare. Rivolgo un pensiero analogo alle famiglie che al proprio interno vivono, spesso in terribili difficolta', il dramma dell'handicap e della solitudine. Penso ai calabresi non piu' giovanissimi che hanno perduto il lavoro e vivono un'umiliazione che attenta alla loro dignita' di persona. Ai giovani che non hanno, non hanno mai avuto un lavoro e sono afflitti dal pensiero disperato di non trovarlo piu'. Alle donne della CALABRIA, oltre la meta' del nostro popolo, che pagano per prime e piu' di tutti la crisi epocale dentro cui ci troviamo, col rischio di un restringimento dei diritti che con tanta fatica anche loro hanno rivendicato e conquistato. Ai precari la cui esistenza e' scandita dall'incertezza e dal rischio di perdere cio' che hanno ogni giorno".
 
"Pochi minuti fa il presidente Oliverio - ha detto ancora Irto - mi ha informato dell'inserimento nel maxiemendamento al Decreto sugli enti locali in esame al Senato della norma che salva i circa cinquemila precari Lsu-Lpu calabresi. Sara' possibile, dunque recuperare il testo che permette di utilizzare i 38 milioni di euro stanziati dalla Regione per la loro contrattualizzazione presso i comuni del nostro territorio. E' una buona notizia, per i lavoratori e le loro famiglie. E' a partire dagli ultimi, dai piu' deboli, dai luoghi e dai territori dove la sofferenza e' piu' acuta, che questa Assemblea, che tutta insieme incarna la sovranita' della CALABRIA, dovra' guardare impegnandosi ad affrontare un problema di dimensione storica: lavoro, modernizzazione, rinnovamento, riduzione delle diseguaglianze nella nostra regione, uguaglianza di opportunita', valorizzazione del merito".
 
"La CALABRIA deve diventare fino in fondo - ha sostenuto Irto - una regione autonoma. Questo serve. E puo' essere autonoma solo una terra che crea e produce in modo crescente le risorse necessarie a soddisfare per intero i propri bisogni. Per riuscirci, a partire da questa Assemblea, bisogna compiere tutte le scelte necessarie per cancellare dal nostro orizzonte futuro contraddizioni, arretratezza, privilegi, sprechi, illegalita', l'handicap terribile della 'ndrangheta. Deve diventare una terra normale, la CALABRIA. Una terra dove l'interesse generale, senza l'umiliazione di nessun'altro interesse perseguito in modo legittimo, regolamentato e trasparente, sia finalmente al centro dell'attivita' delle istituzioni, della politica, delle forze e delle organizzazioni sociali, della cultura, dell'informazione. Alla Chiesa, che in CALABRIA ha grande peso e prestigio,anche con l'affermazione del messaggio di Papa Francesco, chiediamo di continuare e intensificare l'impegno di rinnovamento e di aiuto di cui abbiamo avuto segni anche recenti". Irto ha poi ringraziato Antonio Scalzo "gia' da me votato con convinzione per la presidenza della nostra Assemblea. Le autonome scelte politiche e istituzionali da lui fatte, tutte non dovute e perseguite con personale generosita' e disinteresse e con lo sguardo attento ai bisogni della CALABRIA - ha detto - sono state il frutto di una visione lucida che ha aiutato ad affrontare questa congiuntura istituzionale".
 
"Siamo consapevoli - ha sostenuto ancora - come lo e' stato il presidente Oliverio parlando piu' volte in quest'aula, di essere chiamati a un compito gigantesco e inedito. La CALABRIA ha smesso da troppo tempo di andare avanti e di crescere. Ma questa affermazione e' ancora insufficiente a raccontare la nostra regione. Il dato con cui dobbiamo fare i conti e' sotto gli occhi di tutti: la CALABRIA, nel suo complesso, sta paurosamente arretrando. Sono molti, direi troppi, le ragazze e i ragazzi della mia generazione che non incontro piu' da tanto tempo, sono stati in realta' scacciati e cancellati dalla CALABRIA, alla ricerca di altre accettabili condizioni di vita. Il lavoro, che e' la misura della dignita', gia' cosi' scarso in CALABRIA, diminuisce. Il Consiglio regionale della CALABRIA ha il compito di lavorare e impegnarsi per rovesciare le tendenze, i processi, il degrado che si sono affermati". Per il neo presidente del Consiglio regionale "oggi serve uno sforzo strategico perche' oggi non e' piu' rinviabile la scelta del rinnovamento della CALABRIA. Le strade precedenti ci hanno portato a questo punto: la CALABRIA viene distaccata dal resto del paese e anche da gran parte del Mezzogiorno. E' incapace di reagire e schierare energie interne contro una crisi che ha esasperato tutte le nostre debolezze. Serve una terapia d'urto".
 
"Servono discussioni nel merito dei problemi, la definizione di leggi e regolamenti capaci di rinnovare tutto a partire da questa nostra istituzione e dal suo funzionamento. Come presidente del Consiglio saro' garante rigoroso delle prerogative e dei diritti di ogni singolo consigliere, dei gruppi, dei regolamenti del Consiglio e della sua funzionalita'. La salvaguardia dei diritti dei consiglieri e' la condizione per assolvere al loro compito fondamentale: assicurare in maniera crescente il rispetto dei diritti di ogni singolo calabrese. Parte dalla trasparenza di quest'aula il recupero dell'autonomia e del prestigio della politica da parte dei calabresi, valori senza i quali nessuno riuscira' a spostare la CALABRIA dall'angolo in cui si trova. Voglio ricordare a tutti che nella CALABRIA che dobbiamo costruire non c'e' posto per la 'ndrangheta e l'illegalita'". Un pensiero, quindi, alla memoria di Francesco Fortugno "ucciso dieci anni fa - ha detto Irto - per spezzare la sua attivita' politica a favore della CALABRIA e per bloccarne il suo rinnovamento. Sono sicuro che tutti terremo fermo l'impegno a non far mai diventare inutile il suo sacrificio" (fonte ansa)