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BOCCIA (Pd). Le regioni sui Fondi hanno alle spalle 25 anni di fallimenti. Serve un coordinamento

BOCCIA (Pd). Le regioni sui Fondi hanno alle spalle 25 anni di fallimenti. Serve un coordinamento
"La classe politica e' stata incapace di imporre soluzioni di medio-lungo periodo, 25 anni di programmazione dei fondi strutturali sono piu' che sufficienti per capire chi ha sbagliato e perche'. La totale inadeguatezza dei piani regionali di questi ultimi anni e' sotto gli occhi di tutti. Renzi dice che il problema Sud va affrontato con gli strumenti della politica. E io condivido questo ragionamento. Ci sono due priorita': cosa deve fare la politica, e in particolare il Pd, sapendo che la questione meridionale e' una sfida per tutto il Paese; e cosa significa lanciare nel Sud una grande, indispensabile stagione dei doveri".
 
Cosi' Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio, in un'intervista al Mattino. Sul Mezzogiorno "serve un coordinamento politico per i quattro pilastri che afferiscono alle scelte e ai progetti di rilancio del Sud: parlo del Cipe, di Invitalia, della programmazione regionale e dell'Agenzia per la Coesione. Che il cappello sia a Palazzo Chigi mi sta piu' che bene. Il Cipe di fatto e' gia' per cosi' dire 'al governo' ma e' impensabile che si possa andare avanti con 22 programmazioni regionali, spesso incomprensibili, e che per la programmazione 2014-2020 ci siano ben undici programmi nazionali. Invitalia e' un'Agenzia che funziona bene ma interviene solo a fabbisogno, per cosi' dire, quando cioe' e' attivata dalle scelte della politica".
 
L'Agenzia per la Coesione territoriale, invece: "Mi chiedo: se e' nata per il monitoraggio della spesa dei fondi Ue, bastava un centro studi. Se e' nata per le valutazioni dei progetti, rischia di essere inutile perche' gli strumenti c'erano gia'". "Non voglio fare polemiche- prosegue Boccia- ma trovo a dir poco indecente che amministrazioni regionali e locali abbiano finanziato non gli strumenti per lo sviluppo delle imprese e dell'occupazione ma piscine, campi di calcetto, rotonde e reti fognarie di cui persino si sono vantati. Dobbiamo spiegare ad alcuni sindaci Pd che difendono la frammentazione e lo spezzatino delle risorse che cosi' si fanno solo clientele o si cerca di far quadrare i bilanci.
 
Ecco perche' bisogna rivedere i programmi regionali. Io sono per puntare su grandi assi strategici. Se nel dopo-guerra fu l'Autostrada del Sole a unire il Paese, oggi potrebbe essere l'autostrada della Rete. Partiamo con gli investimenti sulla banda ultralarga dal Sud, da Sicilia e Calabria. E concentriamo risorse anche sui porti, sugli aeroporti che non vedono atterrare aerei se non con sovvenzioni. E naturalmente sulle start up. Non bisogna dividersi- conclude l'economista Pd- tra chi dice che servono ancora risorse e chi dice che sono state spese male. Faccio un esempio per restare nel concreto: se ci fosse il coordinamento politico che e' mancato, ci si accorgerebbe che la Banca del Mezzogiorno ha investito al Sud solo 67 milioni su un miliardo e 300 milioni di impieghi. Il ministro competente avrebbe gia' tolto almeno la parola Mezzogiorno dal logo".