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LAMEZIA, REGGIO e Crotone tra i 38 aeroporti d'interesse nazionale

LAMEZIA, REGGIO e Crotone tra i 38 aeroporti d'interesse nazionale
Confermato anche l'elenco dei 38 aeroporti di interesse nazionale, "determinati per ciascuno dei dieci bacini di traffico, sulla base di criteri riconducibili al ruolo strategico, all'ubicazione territoriale, alle dimensioni e tipologia di traffico e all'inserimento delle previsioni dei progetti europei della rete treanseuropea dei trasporti". È quanto si legge nella bozza di dpr per l'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, all'esame del pre-Consiglio dei ministri (vedi Public Policy "GOVERNO...", delle 10,29). La stessa bozza individua delle sottocategorie tra questi 38 aeroporti, distinguendo tra scali strategici e gate intercontinetali (vedi Public Policy "AEROPORTI...", delle 17,59 e delle 18,07). In particolare - secondo quanto si legge nella bozza - i bacini sono i seguenti: nord ovest con 7 aeroporti di interesse nazionale (Milano Malpensa, Milano Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Cuneo); nord est con 4 aeroporti di interesse nazionale (Venezia, Verona, Treviso, Trieste); centro nord con 6 aeroporti di interesse nazionale (Bologna, Pisa, Firenze, Rimini, Parma, Ancona); centro Italia con 4 aeroporti di interesse nazionale (Roma Fiumicino, Ciampino, Perugia, Pescara); Campania con 2 aeroporti di interesse nazionale  (Napoli, Salerno), Mediterraneo Adriatico con 3 aeroporti di interesse nazionale (Bari, Brindisi e Taranto); Calabria con 3 aeroporti di interesse nazionale (Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone); Sicilia orientale con 2 aeroporti  di interesse nazionale (Catania e Comiso), Sicilia occidentale con 4 aeroporti di interesse nazionale (Palermo, Trapani, Pantelleria, Lampedusa); Sardegna con 3 aeroporti di interesse nazionale (Cagliari, Olbia, Alghero). La commissione Lavori pubblici Senato e la commissione Trasporti della Camera avevano chiesto di collocare l'aeroporto di Brescia-Montichiari all'interno del bacino del nord est anziché del nord ovest, sulla base dell'assetto proprietario della società di gestione aeroportuale. La relazione spiega però che "la ripartizione degli aeroporti per bacini è stata effettuata tenendo conto, tra l'altro, di criteri di carattere territoriale e trasportistico, a prescindere dagli assetti proprietari delle società di gestione e, pertanto, l'accoglimento di tale osservazione sarebbe in contrasto con i suddetti criteri generali".