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REGGIO. A proposito dell’Aeroporto dello Stretto. GIUSEPPE CANTARELLA

REGGIO. A proposito dell’Aeroporto dello Stretto. GIUSEPPE CANTARELLA

di GIUSEPPE CANTARELLA* - (rep) Le polemiche di questi giorni che riguardano l’Aeroporto dello Stretto meritano qualche riflessione.

Ogni aeroporto è governato da una società di gestione, che di norma è una società a capitale misto pubblico privato. L’Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria è gestito dalla SOGAS. Le poste attive del bilancio di queste società di gestione sono rappresentate, essenzialmente, dai contributi degli Enti (Regione, Provincia, Comune, Camera di commercio, …) e dalle quote riscosse dai biglietti acquistati dai passeggeri. Esiste, pertanto, una quota che varia al variare del traffico passeggeri. Le poste passive del bilancio sono rappresentate essenzialmente dagli stipendi al personale ed alla manutenzione – obbligatoria perché prevista per legge – degli impianti di sicurezza del volo (torre di controllo, luci del percorso di avvicinamento, luci a terra sulla pista, …).

L’ economicità di una società di gestione aeroportuale è in funzione del traffico passeggeri. Esiste una soglia di traffico (in linguaggio economico, il break even point) al di sotto della quale il bilancio della società è in perdita. Questa soglia si aggira attualmente intorno alle 700.000 – 800.000 unità. L’Aeroporto dello Stretto è posizionato attorno ai 550.000 passeggeri.

Ogni aeroporto, inoltre, possiede un bacino di utenza, che è quella regione geografica o porzione di territorio i cui cittadini residenti trovino convenienza ad utilizzare quell’aeroporto al posto di un altro. L’Aeroporto dello Stretto si trova in un’area geografica il cui bacino di utenza è compreso fra Catania Fontanarossa (internazionale, il primo del Mezzogiorno con 6,5 milioni di passeggeri) e Lamezia (internazionale, con oltre 2 milioni di passeggeri). Il bacino di utenza dell’Aeroporto dello Stretto comprende anche gran parte della provincia di Messina, e potrebbe, attraverso il pontile aliscafi, assicurare un collegamento diretto con la Sicilia, con Taormina, con Messina e con le Isole Eolie.

Il rilancio dell’Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria passa attraverso una serie di decisioni che vanno prese, nell’interesse dell’economicità dell’infrastruttura, unico presupposto per il suo funzionamento. Occorre, innanzitutto, ridiscutere gli accordi con gli Enti che fanno parte del Consiglio di amministrazione della SOGAS, soprattutto le Camere di commercio di Reggio e di Messina, che contribuiscono per una quota veramente risibile, e che invece, a nostro giudizio, dovrebbero contribuire maggiormente dal momento che rappresentano il mondo produttivo a cui il servizio che l’aeroporto offre è diretto. Occorre chiarire la circostanza della mancanza di una quota della Regione Calabria all’interno del Consiglio di amministrazione della SOGAS. Occorre mettere subito in funzione il pontile aliscafi di San Gregorio, per i collegamenti con la Sicilia: con Messina, per il normale traffico passeggeri; per Taormina e le Isole Eolie, per il traffico turistico.

Occorre, soprattutto, proporsi con fermezza davanti alle compagnie di navigazione per organizzare un piano di voli che possa attrarre utenza, anche e soprattutto attraverso le compagnie low – cost, al fine di incrementare l’offerta e raggiungere quel break even point che consenta all’Aeroporto dello Stretto di funzionare con serenità.

Nulla vieta, anzi sarebbe auspicabile, infine, istituire un collegamento diretto veloce verso l’aeroporto di Lamezia che agevoli i passeggeri, al fine di incrementare l’offerta complessiva degli scali calabresi, evitando odiosi campanilismi.

*Prof. Giuseppe Cantarella

Università degli Studi Mediterranea

Cattedra di Economia italiana e del Mezzogiorno