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Lettera a Oliverio sui giornalisti assunti alla Regione e in Consiglio. AURELIO CHIZZONITI

Lettera a Oliverio sui giornalisti assunti alla Regione e in Consiglio. AURELIO CHIZZONITI

(Rep)

On.le Mario Oliverio, Presidente Giunta Regionale della Calabria, Cittadella della Regione, Germaneto di Catanzaro

Leggo con costernato stupore di talune iniziative assunte recentemente da diversi esponenti del mondo politico calabrese, e fra queste quelle sorprendenti dei vertici dell’NCD regionale e nazionale, che con agghiacciante disinvoltura invocano chiarezza sul personale operante presso gli uffici stampa della Giunta e del Consiglio Regionale che ex adverso viene considerato “clandestino a bordo”. Perché lo stesso sarebbe stato assunto senza concorso. Causa temerariamente sposata dalla ormai ultra nota relazione ispettiva del MEF e dalla stessa spericolatamente portata anche a letto e da molti tipologicamente assimilata – sic et simpliciter – ad una autorevole sentenza della Corte Costituzionale o della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite. Non a caso interviene una incredibile eruzione vulcanica di legalità nella cui cornice, assorbendo l’autorevolezza di Gesù nel tempio e mutuandone il comportamento, si affacciano falsi profeti che intonano – accompagnati in sordina dalle note di qualche stonata “campanella” – l’improponibile quanto sospettosamente convergente peana volto alla cacciata dei mercanti dal tempio. Appunto un manipolo di giornalisti finiti nel mirino di taluni predicatori della verità che da sempre annovera moltissimi tribuni e pochi martiri.

In quest’ottica collodiana che supera acrobaticamente – fra l’altro – le selezioni farsa della De Rose Corporation, mi fa semplicemente sobbalzare e trasalire l’attenzione “disinteressata” (forse a causa di un colpo di noia di fine estate) nei confronti di Gianfranco Manfredi, Romano Pitaro, Oldani Mesoraca, già in servizio quando io venni eletto la prima volta al Consiglio Regionale (1995), nonché lo strabico rispetto della legalità che naufraga e si infrange miseramente contro la risacca spettrale degli intoccabili, miracolati da Fincalabra, oppure da talune ASP regionali cosentine e non, dalla Sacal, dall’ASI, dall’Arpacal, da variegate consulenze a giovani professionisti influentemente sponsorizzati da genitori importanti, ecc. .

Ricordando a me stesso che qualcuno dei giornalisti che rischiano la decapitazione (in perfetto stile Isis) ha addirittura già percepito sia pure in parte il TFR, prendo atto della Sua opportuna e responsabile iniziativa di confermare Oldani Mesoraca quale responsabile dell’ufficio stampa della Presidenza della Giunta Regionale, nonché di istituire una commissione preposta alla verifica della relazione del Mef la cui suprema verità insidia sempre più da vicino quella delle Sacre Scritture.

La stessa egregiamente presieduta ed altrettanto squisitamente integrata non avrà difficoltà a verificare che, nella peggiore delle ipotesi, taluni giornalisti (Cristina Cortese, Filippo Diano e Luisa Lombardo) sono in servizio sin dall’anno 2002 poiché assunti previo avviso pubblico deliberato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale pro tempore. Ammennicolo sfuggito insieme ad altri agli implacabili quanto inesorabili ispettori del MEF, uno dei quali è portatore di interessi specifici in quanto deluso aspirante ad integrare i già folti quadri della burocrazia della Regione Calabria, per cui personalmente, lungi dall’assumere il ruolo di difensore d’ufficio di chicchessia, ritengo che la Commissione da Ella opportunamente voluta, eccezion fatta per talune posizioni indifendibili, non avrà difficoltà a far piena luce, allontanando pettegolezzi, illazioni e faziose insinuazioni. Infatti, sul punto, posso interloquire cognita causa poiché nel luglio dell’anno scorso la Commissione “Vigilanza e Controllo” del Consiglio Regionale che ho avuto l’onore di presiedere, raffinatamente integrato da Carlo Guccione nel prestigioso ruolo di V. Presidente, ha compiutamente esaminato la relazione del Mef sulla Regione Calabria, rilevando, con riferimento agli uffici stampa, errori evidenti quanto meno in ordine agli aspetti economici e giuridici sulla base delle previsioni, riferite agli stessi, dallo Statuto, leggi regionali, delibere specifiche, pareri giuridici, buste paga, da una molteplicità di atti amministravi interni acquisiti dalla Commissione ed anche dal Contratto Nazionale di lavoro dei Giornalisti.

In questo quadro pinocchiesco oggi strumentalmente utilizzato da chi ben farebbe a guardarsi allo specchio prima di affrontare, con autentiche acrobazie sul baratro dell’assurdo, la tematica de qua (visti gli spettri vaganti che si muovono nella penombra degli odierni improvvisati discepoli della legalità), emerge irruente e travolgente come un fiume in piena anche il calunnioso tentativo di criminalizzare a prescindere uno apprezzato Magistrato del TAR Calabria già Direttore Generale della Giunta Loiero.

Della relazione oggi considerata dai nuovi profeti della legalità verità evangelica, ha colpito la Commissione di Vigilanza la superficialità con cui l’ispettore Mosella ha erroneamente considerato una “temporanea assunzione” di “soggetti esterni” la delibera con cui nel 2005 sono stati nominati, rispettivamente capo e vice capo dell’Ufficio Stampa, i giornalisti Gianfranco Manfredi e Romano Pitaro che, invece, risultano documentalmente, nella stessa delibera, “in servizio presso l’Ufficio Stampa del Consiglio regionale” addirittura da 28 anni (Manfredi) e 25 (Pitaro).

Identiche considerazioni valgono per gli emolumenti spacciati peri “importi illegittimamente riconosciuti” ai giornalisti, asserendo “che si tratta - sulla base dei Cud predisposti e rilasciati dall’Amministrazione regionale senza possibilità di equivoci - di cifre sbalorditive ed abnormi che non hanno nessun riscontro negli atti acquisiti”. Ai giornalisti degli Uffici stampa della Regione, invece è stato accertato che vengono corrisposti, fin dal 1975, esclusivamente gli stipendi previsti dal Contratto nazionale della categoria. Mentre sulla base della documentazione acquisita, l’organo di controllo ha preso atto, contrariamente a quanto riferito dalla Relazione Mef, dell’avvenuta selezione svoltasi nel 2002 per l’assunzione dei giornalisti Cristina Cortese, Filippo Diano e Luisa Lombardo all’Ufficio Stampa del Consiglio. Per quanto riguarda invece il capo Ufficio Stampa della Giunta Regionale Oldani Mesoraca, è inconfutabile che è stato incaricato come giornalista-vicecapo Ufficio Stampa a tempo indeterminato nel 1995 consentendo di perseguire, visto che lo stesso era già da 15 anni dipendente della Regione, proprio gli evidenti risparmi auspicati dalla stessa relazione.

I giustizieri del Mef – animati da incomprensibile furore islamico – sicuramente sono incorsi in anomale ed erronee interpretazioni estese anche a diversi dirigenti che hanno sottoscritto contratti perfettamente identici a quelli firmati negli ultimi quindici anni dai predecessori degli stessi senza incorrere nella benché minima censura. Inoltre, non va sottaciuto il solenne rispetto della previsione di cui all’art. 40 bis del D. Lgs.vo n. 165/2001 c. 4 e 5 in relazione alla pubblicazione dei contratti integrativi decentrati e la trasmissione telematica all’ARAN entro 5 giorni dalla sottoscrizione degli stessi.

Come detto prima non mi sento difensore d’ufficio, ma, sulla scorta delle notizie e dei documenti acquisiti dalla Commissione di Vigilanza, l’aver doverosamente ed all’unanimità tutelato preziose professionalità, alcune delle quali da decenni al servizio dell’Istituzione e della sua trasparenza, se è un merito lo rivendico a nome di tutta la Commissione e se fosse stato un demerito me ne assumo in via esclusiva e preclusiva ogni possibile responsabilità. In conclusione, augurando a Lei e alla Giunta che presiede, le migliori fortune nel Supremo interesse del Nobile Popolo Calabrese, rammento a me stesso l’urticante considerazione (una delle tante) di Albert Einstein, secondo la quale: “è difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è facile riconoscere la falsità”.

Con rispettosi ossequi.

Reggio Calabria, lì 27/08/2015.

Aurelio Chizzoniti

già Presidente della Commissione di Vigilanza e Controllo

del Consiglio Regionale della Calabria