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LOCRI. Il sindaco scrive ad Alfano

LOCRI. Il sindaco scrive ad Alfano
Il primo cittadino di Locri, dopo aver definito leggera e superficiale l' affissione dei cartelli stradali 'anti 'ndrangheta',  ha inviato una missiva al ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Credevo - recita la lettera -  di aver esercitato un libero e ragionevole diritto di espressione. Ritenevo che nella mia attuale posizione di sindaco e quindi rappresentante di una citta'  che ha conosciuto alcuni degli episodi piu' drammatici legati alle guerre di mafia, di attacchi alle istituzioni ed alla liberta' di un popolo, fosse mio dovere dire a voce alta quello che la maggioranza dei suoi cittadini pensa e cioe' che trent'anni di sfilate, concerti e magliette con slogan da pubblicita' di automobili, parate di sconosciute, ma 'finanziate', associazioni antimafia, non hanno tolto ne' un uomo ne' un euro alle organizzazioni criminali. Sono anche io, per cultura, profondamente legato ai gesti simbolici.
 
Ma quando penso a 'gesti' significativi penso a quelli che comportano un rischio e rappresentano un sacrificio estremo. Penso al 'gesto simbolico' di Ian Palach, che dandosi fuoco volle svegliare la cattiva coscienza degli europei che avevano abbandonato milioni di loro fratelli dell'Est sotto la violenta dittatura comunista. Penso al gesto 'simbolico' dei ragazzi di Trieste che nel 1954 misero il tricolore sul balcone del Comune della loro citta' per testimoniare la loro volonta' di restare italiani, con sei di loro uccisi dalla polizia inglese. Questi e altri 'gesti simbolici', coraggiosi, eroici, hanno cambiato la storia. Un cartello non costa nulla, mi rendo conto, e fa fare a tutti bella figura senza alcun rischio".