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Che senso ha festeggiare un patronato religioso? In riferimento anche alle Unioni civili e alla cultura Gender. MOROSINI

Che senso ha festeggiare un patronato religioso? In riferimento anche alle Unioni civili e alla cultura Gender. MOROSINI

di GIUSEPPE FIORINI MOROSINI* - (REP) Che senso ha festeggiare un patronato religioso?

Un'attenta riflessione sulla scristianizzazione della società. Il riferimento anche al registro delle unioni civili e alla cultura Gender

Carissimi, anche quest’anno mi è stato chiesto di preparare un videomessaggio per la festa della Madonna della Consolazione. Lo faccio di buon animo, anche perché diventa l’occasione per offrire le mie riflessioni ad un pubblico veramente vasto e anche eterogeneo, chi vedrà, infatti, questo video, forse non parteciperà alla dimensione religiosa della festa e quindi non avrà occasione di ascoltarmi negli altri messaggi che io darò alla città.

Quando si preparano alcuni discorsi si è sempre combattuti sulla scelta delle cose da dire. Fare un messaggio devozionale alla Madonna, incoraggiare nella devozione con tutto ciò che ne può seguire oppure affrontare temi più forti, più radicali che si riferiscono alla vita di ogni giorno e al senso stesso della vita e che trova nelle manifestazioni religiose un suo punto di riferimento?

Ha senso parlare oggi di un patrono di una diocesi, di un paese – nel caso nostro – della patrona Madonna della Consolazione, con tutto ciò che questo comporta con l’apparato esterno delle autorità religiose, militari, civili che fanno da corona a questa festività? Cosa bella che abbiamo ereditato dalla tradizione e che non vogliamo toccare.

Ma in tempi in cui noi assistiamo ad una secolarizzazione e scristianizzazione galoppante, ha senso festeggiare un patronato religioso? Ha senso celebrare il santo patrono in uno stato, in una città che ormai si va sempre più organizzando in una maniera laica, diciamolo pure, in maniera scristianizzata? Non voglio contestare il fluire del tempo e il cambiamento in una società. La domanda io la pongo, non solo ai credenti, ma anche a coloro i quali affermano di non credere, però a queste tradizioni sono legati.

Ricordo il mio prof di filosofia teoretica che si dichiarava ateo, ma quando arrivava natale, metteva sul tavolo il Bambinello per ricordare la nascita di Gesù. Cos’è la fede, cos’è il ricordo di un patronato religioso? È un ossequio a delle tradizioni che noi abbiamo o il patronato religioso va riscoperto secondo le proprie origini? Che senso ha che una città, che si vuole organizzare in una maniera laica, festeggi le ricorrenze religiose se poi fa leggi che sono contrarie alla Chiesa? Che senso ha il patronato religioso con il registro delle unioni civili? Che senso ha il patronato della Madonna con la visione della famiglia che oggi sta prendendo piede e con la cultura gender?

Cosa ha che fare con la corruzione e la ndrangheta che esistono dappertutto. Questi sono i problemi che affiorano alla mia mente e al mio cuore e che vorrei consegnare a credenti e non perché la prossima festa della Madonna non si riduca alla solita cerimonia durante la quale gli affetti, i sentimenti saranno certamente forti - non sono io a giudicare il cuore della gente perché solo Dio giudica - penso, però come Vescovo di avere la missione di richiamare l’attenzione di tutti su quanto fin ora ho detto.

Proviamo a riflettere, a pregare dal profondo del cuore la Madonna se ancora riteniamo sia oggetto della nostra preghiera, perché c’illumini e ci aiuti a trovare una risposta a questo interrogativo.

Auguro a tutti una buona festa e a quanti attendono, come ogni anno, di trovare nell’incontro con la Madonna un cammino di speranza e sicuramente la Vergine Santissima ci consentirà di perseguire su questa strada con serenità. Buona festa a tuttI.

*vescovo di reggio