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REGIONE. Terremoto tra i dipendenti. Il CdS annulla i concorsi di quasi mille dipendenti

REGIONE. Terremoto tra i dipendenti. Il CdS annulla i concorsi di quasi mille dipendenti

A occhio e croce la sentenza del Consiglio di Stato che ha condannato la Regione Calabria al pagamento di 8000 euro per aver fatto svolgere concorsi riservati al solo personale interno, concorsi che vengono quindi annullati, si configura come un vero e proprio terremoto.

La sentenza, depositata il 7 settembre ha cancellato i decreti dirigenziali del 26 giugno e dell'8 luglio 2003 e le delibere della Giunta regionale 198 del 6 marzo 2001, 651 del 24 luglio 2001 e 737 del 6 agosto 2002, sugli organici.

Secondo la sentenza dipendenti che usufruirono di quella progressione di carriera dovrebbero rientrare nelle categorie di partenza. Il numero delle persone coinvolte è notevole: si tratta di quasi mille persone.

A provocare lo sconquasso è stato il ricorso di un giovane ingegnere perché la riserva di tutti i posti ai soli interni «gli precludevano la possibilità di partecipare ai concorsi per la copertura dei posti vacanti, illegittimamente tutti riservati al personale già dipendente dell'ente».

Il Tar di Catanzaro aveva rigettato il ricorso. Ma il Consiglio di Stato ha dato torto al Tar e ragione al giovane ingegnere. Secondo la sentenza la Regione Calabria si è sottratta «al principio del pubblico concorso, senza alcuna motivazione delle ragioni di tale deroga in violazione del principio di imparzialità e buon andamento (ex art. 97 della Costituzione), creando altresì una ingiustificata posizione di privilegio per il personale già dipendente (in violazione dell'articolo 97) ed impedendo così altrettanto ingiustificatamente di concorrere per l'accesso nella pubblica amministrazione».