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LA NOTA. Tutti con Oliverio, contro l’arroganza dei signori delle cliniche (rictrip)

LA NOTA. Tutti con Oliverio, contro l’arroganza dei signori delle cliniche (rictrip)

maol   di RICCARDO TRIPEPI -

Il presidente Oliverio e il segretario Magorno, in un inedito incrocio bersanian-renziano, hanno deciso di unirsi in maniera indissolubile. Dopo essersi osteggiati ferocemente prima delle scorse elezioni regionali, adesso sembrano aver legato in maniera indissolubile i propri destini. Ad un certo punto Oliverio ha pensato di poter controllare il partito calabrese con un segretario debole e di minoranza. Poi Magorno ha capito che legarsi al governatore è l’unico modo per rimanere in sella e tentare di affrontare la tempesta interna ai democrat.

Adesso l’ultima sottoscrizione al patto di ferro. L’esplosione dello tsunami cosentino nella gestione della sanità ha messo a ferro e fuoco il partito e lo stesso governo regionale. Ponendo inquietanti interrogativi soprattutto sulla gestione degli accreditamenti alle cliniche private e confermando come i gruppi di interessi possano influenzare leggi, delibere e anche provare a condizionare l’informazione.

Nel pieno di una simile burrasca Oliverio ha deciso di tenere ferma la barra e di tutelare la propria immagine, i propri diritti e le proprie prerogative anche per via legale. Di fatto acuendo lo scontro con il commissario Scura, inviato proprio da Renzi per gestire la Calabria. Con lui si sono schierati i fedelissimi. Sempre di meno nel gruppo dei consiglieri regionali (vedi critiche di ieri mosse da Mimmo Bevacqua), ma moltissimi amministratori. E’ di ieri, ad esempio, la lettera che 270 sindaci e rappresentanti delle Istituzioni hanno sottoscritto per dare pieno sostegno al pronunciamento del presidente Mario Oliverio per il potenziamento, la riqualificazione e la preminenza della sanità pubblica in Calabria.

Significative le adesioni del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà (altro renziano doc), di Vibo Valentia Elio Costa, di Pizzo Gianluca Callipo, di Castrovillari Domenico Lo Polito, di Corigliano Giuseppe Geraci, di Montalto Pietro Caracciolo, di Rossano Giuseppe Antoniotti, e dei Presidenti delle Province di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, di Catanzaro Enzo Bruno e di Crotone Giuseppe Vallone.

«La citazione rivolta da un gruppo imprenditoriale privato che opera nella sanità calabrese nei confronti del presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio è un atto di inaudita gravità – si legge nel documento - E’ un atto che si configura come una vera e propria intimidazione alla funzione istituzionale interpretata dal governatore. Infatti, la tesi sostenuta a supporto della iniziativa di querela è abbastanza ardita quanto inquietante. Oliverio avrebbe il torto di aver diffamato soltanto perché ha difeso la sanità pubblica.

Oltretutto, il Presidente Mario Oliverio, già al momento di chiedere la fiducia per il mandato che i calabresi gli hanno conferito, si è pronunciato a difesa della sanità pubblica e per la regolamentazione della integrazione con il privato. E’ evidente che ad essere lesa e messa in discussione è l’autonomia e la sovranità della funzione istituzionale e non la presunta immagine di un singolo privato».

Ma a fare “notizia” è il pieno sostegno arrivato anche da Ernesto Magorno, anche a costo di mettere in discussione il collega renziano Massimo Scura. «Nella sanità - dice Magorno - è necessaria chiarezza di atti e comportamenti. E in questo senso invito il commissario ad acta alla sanità Massimo Scura a rendere pubblici a tutti i calabresi gli atti da lui proposti rispetto alla vicenda dei budget delle cliniche e degli istituti sanitari privati convenzionati. Siamo al fianco del presidente Oliverio: le opinioni espresse nell'assemblea regionale del partito in ordine al ruolo della sanità pubblica nella nostra regione sono legittime e assolutamente condivisibili. Non è ammissibile che venga citato in giudizio per rispondere di legittime opinioni».

Nel momento di massima difficoltà, insomma, Mario ed Ernesto hanno deciso di provare insieme a fare quadrato. E, a questo punto, insieme supereranno la prova o insieme falliranno.