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CALABRIA e SICILIA. Maglie nere in Europa per i NEETs, i giovani che non lavorano, non studiano, non si formano

CALABRIA e SICILIA. Maglie nere in Europa per i NEETs, i giovani che non lavorano, non studiano, non si formano

Calabria e Sicilia sono fra le regioni maglia nera d'Europa sul fronte del numero dei giovani che non lavorano, non studiano e nemmeno seguono una formazione.

A fornire i dati per il 2014 e' Eurostat, da cui emerge che questi ragazzi fra i 18 e i 24 anni, i cosiddetti NEETs, nell'Ue si ritrovano soprattutto in due regioni della Bulgaria (45,7%), una in Romania, nelle isole Azzorre in Portogallo e in Italia nel Mezzogiorno, specie in Calabria e Sicilia, dove i NEETs superano quota 40%, contro una media europea del 16,3%.

Di qui l'urgenza di affrontare il problema di disoccupazione giovanile e abbandono scolastico, due fra i dossier sotto i riflettori degli Open Days, la Settimana europea dedicata ogni anno a città e Regioni, al via lunedì' prossimo a Bruxelles e promossa da Comitato delle Regioni Ue e Commissione europea.

Il maxi-evento, che riunirà seimila persone, fra amministratori locali ed esperti, vedrà un'altra regione italiana alla ribalta, ma in positivo, sul fronte dell'istruzione. Si tratta della Regione Puglia, che è nella rosa dei finalisti del premio Regiostars 2015 con il progetto 'Diritti a scuola'. Nato nel 2009 per colmare le lacune dei ragazzi fra i 6 e i 16 anni in italiano e matematica, 'Diritti a scuola' e' stato poi ampliato anche alla creazione di 'sportelli d'ascolto', cioè di consulenza psicologica, di orientamento scolastico e professionale e mediazione interculturale, coinvolgendo diecimila famiglie e 200mila studenti. In questa regione del Mezzogiorno proprio le risorse delle politiche di coesione, in particolare del Fondo sociale europeo, hanno così contribuito a ridurre il tasso di dispersione scolastica, passata dal 30,4% del 2004 al 19,5% del 2013