Direttore: Aldo Varano    

COSENZA. Parchi naturali: conservazione o sviluppo sostenibile?

COSENZA. Parchi naturali: conservazione o sviluppo sostenibile?
La Fondazione “Attilio e Elena Giuliani Onlus” continua la programmazione delle attività del Progetto Villa Rendano con il “Laboratorio per la tutela e la valorizzazione dei paesaggi antichi e moderni calabresi”, coordinato dai professori Battista Sangineto e Massimo Veltri dell’Università della Calabria.
Il prossimo appuntamento della Fondazione Giuliani è previsto per lunedì 19 ottobre, alle ore 16.30, presso la sede di Villa Rendano, a Cosenza, con il Seminario dal titolo “Parchi Naturali: conservazione o Agenzie per lo sviluppo sostenibile”. L’evento nasce dalla crescente consapevolezza che in Calabria, come in tutta Italia, sta risorgendo una nuova attenzione nei confronti del territorio, dei beni storici, archeologici, culturali che insistono sul paesaggio, grazie ad approcci multi ed interdisciplinari. Un parco naturale è una risorsa per la crescita sostenibile e, in quanto tale, va gestito in connessione con gli strumenti di piano esistenti e con il concorso, da stimolare, del settore pubblico come di quello privato.
I tre parchi nazionali (Sila, Aspromonte e Pollino) non sono le uniche aree protette della Calabria: accanto ad essi abbiamo numerosi parchi regionali, riserve naturali, oasi protette, che nel loro insieme possono costituire una leva significativa per uno sviluppo autocentrato, per abbattere il muro che separa l’economia dall’ecologia, per costruire “Agenzie per lo sviluppo sostenibile”.
Il Seminario prevede una tavola rotonda, moderata dal prof. Massimo Veltri e alla quale parteciperanno i presidenti del Parco Nazionale della Sila, Sonia Ferrari, del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, e del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino. La relazione introduttiva è affidata a Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale dell’Appenino Tosco-Emiliano.
È compito degli enti pubblici tutelare l’ambiente e le biodiversità e non solo con i classici strumenti di tutela e salvaguardia, ma anche e soprattutto, attraverso una legislazione nazionale aperta e flessibile, una gestione attenta e lungimirante che metta in essere una serie di iniziative – in campo pianificatorio, botanico, forestale, formativo, idrogeologico, turistico – connesse direttamente ai comparti trainanti dello sviluppo.