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NDR. AIELLO, senatore del Ncd è stato assolto dall’accusa di voto di scambio per non aver commesso il fatto

NDR. AIELLO, senatore del Ncd è stato assolto dall’accusa di voto di scambio per non aver commesso il fatto

Il senatore del Nuovo Centrodestra Piero Aiello e' stato assolto per non aver commesso il fatto dal reato di voto di scambio. La sentenza e' stata emessa dal giudice per le udienze preliminari, Giuseppe Perri, dinanzi al quale si e' svolto il processo con rito abbreviato. Il sen. Aiello era difeso dall'avvocato Nunzio Raimondi. Il pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Elio Romano, aveva chiesto la condanna di Aiello a tre anni di reclusione.

Oltre ad assolvere il senatore Aiello il giudice per le udienze preliminari ha rinviato a giudizio l'avvocato Giovanni Scaramuzzino. Nel corso del processo l'avvocato Raimondi aveva chiesto l'assoluzione di Aiello perché' il fatto non sussiste. Il difensore di Saramuzzino, l'avvocato Francesco Siracusano, aveva chiesto da parte sua il proscioglimento.

Il processo nei confronti di Scaramuzzino inizierà il 19 gennaio prossimo davanti ai giudici del tribunale di Lamezia Terme.

Aiello e Scaramuzzino erano coinvolti nell'inchiesta della Dda di Catanzaro chiamata "Perseo" contro le cosche della 'ndrangheta di Lamezia Terme. Nei mesi scorsi i giudici del tribunale della liberta' di Catanzaro avevano rigettato per la seconda volta la richiesta d'arresto nei confronti di Aiello. La decisione era giunta dopo la pronuncia della Corte di Cassazione con la quale era stata annullata con rinvio una precedente decisione del tribunale della liberta' che aveva confermato il no all'arresto. La tesi sostenuta dall'accusa nel corso del processo era che in occasione delle elezioni regionali del 2010, Piero Aiello, candidato per il Pdl, avrebbe incontrato i boss della 'ndrangheta lametina Giuseppe Giampa' e Saverio Cappello per ottenere voti. L'incontro, sempre secondo l'accusa, sarebbe avvenuto nello studio dell'avvocato Scaramuzzino. Il giudice per le indagini preliminari aveva ritenuto che non ci fossero elementi per accogliere la richiesta di arresto avanzata dalla Dda di Catanzaro.