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CONFINDUSTRIA. Il Porto di Gioia è in sofferenza, bisogna salvarlo

CONFINDUSTRIA. Il Porto di Gioia è in sofferenza, bisogna salvarlo

''Scongiurare la fine del porto di Gioia Tauro''. Esordisce così il presidente di Confindustria Reggio Calabria Andrea Cuzzocrea nella conferenza stampa indetta per parlare dello scalo reggino. Un lungo incontro con i giornalisti in cui il direttivo degli industriali ha richiamato l'accordo tra governo, regione e parti sociali che nel 2011 prevedeva atti precisi per Gioia Tauro, completamente disattesi dallo stato, per poi chiedere un impegno immediato per il porto fin dalla prossima legge di stabilità.

''Prima di parlare di interventi importanti e strategici come la Zes, ricordiamoci che il cuore del sistema portuale e' ancora oggi il transhipment. Settore che negli ultimi mesi sta soffrendo fortemente''. Per il presidente degli industriali senza l’attività di trasbordo dei container, Gioia Tauro non ha futuro perché' viene meno il presupposto di ogni ragionamento fondato sullo sviluppo dell'area retroportuale e dell'intera economia calabrese.

''Abbassare il costo del lavoro, ridurre le accise sui carburanti e eliminare le tasse di ancoraggio per i porti di transhipment che in questo momento sono solo Gioia Tauro e Cagliari. Queste - precisa Cuzzocrea - sono azioni che si possono fare subito, immediatamente''.

Il presidente di Confindustria ha concluso, anche in vista del vertice previsto a Roma con il ministro Delrio: ''Ci appelliamo alle autorità di governo nazionale affinché' dimostrino concretamente di tenere alle sorti del porto, inserendo nella legge di stabilità un apposito emendamento che salvi Gioia Tauro con i provvedimenti a cui lo stato si era impegnato con l'accordo del 2011 e che non sono mai stati emanati. E nel contempo i nostri parlamentari con serietà sollecitino l'iter del progetto di legge sulla Zes, approvato dal consiglio regionale e trasmesso in parlamento per l'esame delle commissioni competenti''.

Ad incontrare i cronisti, questa mattina, oltre al vicepresidente vicario Valerio Berti, c'era anche Gualtiero Tarantino, componente del direttivo di Confindustria Reggio Calabria che ha evidenziato: ''Probabilmente questo e' il punto piu' basso degli ultimi 20 anni dello scalo. Il fallimento attuale del porto è da rintracciare nella scarsa capacità di creare a supporto del transhipment attività produttive. Gioia e' rimasta un'isola scollegata dal mondo. E' arrivato il momento che chi e' deputato a decidere sulle sorti della nostra terra deve avere la capacità di promuovere una governance unitaria per difendere - ha concluso - Gioia, il suo sviluppo e l'economia dell'intera Calabria''.