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NDR. Bruti Liberati (procuratore MI): Dalla Calabria una ''colonizzazione al contrario''

NDR. Bruti Liberati (procuratore MI): Dalla Calabria una ''colonizzazione al contrario''

Alcuni ''piccoli paesi della Calabria (San Luca, Plati', Vibo Valentia, Rosarno, Limbadi, Grotteria, Giffoni ecc.)'' hanno di fatto ''colonizzato alcuni comuni dell'hinterland milanese; come e' stato efficacemente sottolineato, si è trattato di una sorta di ''colonizzazione all'incontrario'': se di regola la colonizzazione presuppone una sorta di superiorità economica e culturale del colonizzatore sul colonizzato, la pervasiva presenza della 'ndrangheta in territorio lombardo fa registrare un fenomeno esattamente inverso, dove una sottocultura criminosa ha la meglio in aree altamente industrializzate e ricche di servizi pubblici''.

Lo si legge in un passaggio del Bilancio di Responsabilità Sociale della Procura di Milano, firmato dal Procuratore Edmondo Bruti Liberati, presentato questa mattina al Palazzo di Giustizia.

La spiegazione del fenomeno, si legge ancora nel rapporto, ''e' nel peso della tradizione all'interno della 'ndrangheta: rituali, doti, rispetto per le regole dell'associazione mafiosa non sono meri fatti folkloristici, innocui rituali per ricordare le antiche tradizioni calabresi, ma sono strutture che cementano il rapporto con gli associati, fanno del sodalizio un’entità compatta e decisa nei comportamenti che ha la meglio quando la società civile lombarda, nella sua zona grigia, non solo non ha nulla da contrapporre a tutto questo ma anche ne favorisce l'ingresso''.

I rappresentanti delle famiglie calabresi, infatti, da quanto è emerso dalle indagini della Dda, coordinate dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, si legano con esponenti dell'imprenditoria, della pubblica amministrazione e della politica lombarda.

Sono in grado, cioè, di stringere ''amicizie strumentali'' con esponenti di spicco della società civile per allargare i loro traffici e la loro zona d'influenza.