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Viaggio nella Calabria delle emergenze. FASCÌ

Viaggio nella Calabria delle emergenze. FASCÌ

  

di LORENZO FASCÌ* - (rep) Sabato scorso ho visitato i luoghi Brancaleone\Bruzzano) dove si è verificata l’alluvione nei giorni scorsi.

 

I lavori di ripristino della strada ferrata e del tratto di SS 106 sono stati tempestivi ed hanno operato il rispristino in maniera veloce consentendo il ripristino della viabilità sia su gomma che su binario.

 

Bene, la fase della emergenza è stata superata.

 

E siccome in Calabria siamo abituati ad affrontare i problemi del territorio dopo (e non prima) che si verificano gli eventi naturali i giornali non trattano più l’argomento. Ma i problemi di quel pezzo di territorio sono veramente risolti? No davvero! Basta girare la zona per toccare con mano la situazione drammatica che ne è conseguita.

 

Ancora in parecchie zone manca l’acqua o non è potabile; addirittura mancano tratti di illuminazione. Interi terreni prima coltivati; distese di alberi di bergamotto; coltivazioni di ortaggi, si presentano rasi al suolo; i terreni prima fertili assomigliano oggi più al letto di una fiumara! Sono andati distrutti interi tratti di impianti irrigui.

 

Un’economia in ginocchio. Chi pagherà i danni? Chi aiuterà le aziende agricole a rialzare la testa; a rimettere in piedi le coltivazioni, che pur rappresentano un pezzo importante dell’economia del territorio? In questo senso invitiamo pubblicamente la Giunta Regionale a destinare un fondo speciale per consentire la ripresa dell’economia della zona, a ripristinare le coltivazioni prima esistenti.

 

E poi il mare. I lavori di ripristino della linea ferrata sono stati celeri ma oggi il problema del rapporto con il mare in quella zona si è aggravato; si perché nella fretta nessuno ha pensato di lasciare dei varchi per raggiungere il mare!

 

Eppure Brancaleone è zona nota per le sue spiagge bellissime, per il mare fantastico e proprio nella zona di Bruzzano c’è un tratto stupendo di mare. Già ma come vi si arriva visto che non ci sono più sottopassi? Quel poco di economia turistica che è un vanto per la zona rischia così di scomparire.

 

Certo non ci facciamo una meraviglia, Reggio e la Provincia ormai da anni soffrono questa linea ai sbarramento, questa barriera rappresentata dalla Ferrovia che corre lungo le coste della Provincia tagliando in due il territorio con il mare.

 

Avevamo tanta sete di avere il treno che non ci siamo accorti che la Ferrovia così come costruita diventava una soluzione di continuità tra il mare ed il resto del territorio. Ed a Brancaleone abbiamo perseverato nell’errore. Insomma il mare per noi è una cosa da vedere ma non da praticare.

 

D’altronde da noi viviamo sempre nell’emergenza.

 

Così ci ricordiamo di avere un territorio quando si aprono ferite, quando accadono alluvioni. Rappezziamo alla meno pezzo le ferite e poi basta. Finisce tutto lì fino alla prossima alluvione.

Ma arriverà mai un tempo in cui penseremo al territorio come una risorsa, un patrimonio da proteggere e valorizzare?

 

Anche qui, quindi chiediamo a Regione Provincia ed Istituzioni tutte di intervenire nello specifico a Brancaleone anche per effettuare opere utili a ricongiungerci con il mare. Ma più in generale chiediamo un grande Piano di tutela dell’ambiente, di salvaguardia preventiva dei rischi idrogeologici; perché è chiaro che se le alluvioni sono talmente devastanti è perché non ci sono opere di consolidamento, di pulizia dei letti dei torrenti, di rimboschimento dei nostri monti.

Chiediamo quindi che una parte ingente dei fondi POR, delle risorse che arrivano dalla Comunità Europea, che una parte consistente dell’Agenda 2014\2020, sia destinata alla salvaguardia ed alla valorizzazione del territorio Calabrese e Reggino.

 

E così anche il Governo, invece di reinventare grandi opere faraoniche ma irrealizzabili ed inutili come il Ponte sullo Stretto impegni risorse importanti per mitigare il rischio idrogeologico del nostro territorio ed a migliorare il nostro sistema viario. Insomma che faccia qualcosa di serio e di veramente utile per il Sud e per la Calabria invece di vendere fumo. A proposito ma la rappresentanza calabrese in Parlamento dove vive? Cosa fa per il nostro territorio?

 

*Segretario Provinciale del PCd’I