Direttore: Aldo Varano    

Anas, Franceschini e Si giocano col Ponte. Ma tranquilli, è solo pubblicità

Anas, Franceschini e Si giocano col Ponte. Ma tranquilli, è solo pubblicità

“Sono solo tre chilometri di distanza e la struttura, pensata fin dai tempi dei romani, è ovviamente fattibile”. Sono le parole del presidente e amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani, intervistato da Enrico Cisnetto a Roma InContra.

“A noi ci interessa perché come Anas siamo i detentori del progetto, ma parlarne troppo non serve, perché prima abbiamo tanto da fare a livello di manutenzione delle infrastrutture esistenti”.

“In passato (il Ponte, ndr) era un simbolo, era stato presentato come un simbolo non collegato a un piano strategico. Mi pare che la volontà che il presidente del Consiglio ha espresso e che condivido assolutamente di portare l’alta velocità nel Sud, farla arrivare in Sicilia e recuperarla anche sul versante adriatico, comporta, come conseguenza, anche il Ponte sullo Stretto”.

IL ponte e la sua malia ha anche stregato il ministro Dario Franceschini che a margine del convegno “Orizzonte 2020, ha spiegato: “Renzi ha proposto l’alta velocità in Sicilia e del Ponte sullo Stretto, non come cattedrale nel deserto, come spesso in passato è stato affrontato, ma come un pezzo di disegno che porti l’alta velocità a Palermo e a Catania. Discorso, compreso il ponte, che io condivido assolutamente”.

Il ministro ha sottolineato come “sia stato a lungo trascurato, anche dal punto di vista turistico, il versante adriatico dell’Italia”: “Noi abbiamo 500 km di costa che vanno da Pesaro a Termoli con una ferrovia ottocentesca che ha fatto svalutare le potenzialità di offerta turistica di chilometri e chilometri di costa”.

Secondo Franceschini bisogna intervenire “sul tratto che collega Taranto, con il suo porto sul Mediterraneo, e Bologna, spostandola all’interno”. “Questo consentirebbe di avere l’alta velocità che attraversa gli aeroporti - ha spiegato il ministro – Non dobbiamo commettere gli errori del passato in cui c’era competizione tra ferrovie e aeroporti”.

“In Sicilia i treni non ci sono e il rischio è una cattedrale nel deserto” dice invece il capogruppo di Si alla Camera Arturo Scotto, commentando le parole del ministro Franceschini sull’alta velocità e il Sud. “Quella di Franceschini, che come conseguenza della necessità di portare l’alta velocità in Sicilia prevede anche il Ponte sullo stretto, è un’analisi paradossale e da noi è pollice verso”.