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Da un'inchiesta reggina le intercettazioni di Paolo Tronca che si sarebbe raccomandato con la Legaper diventare prefetto. Lo scoop è del Fatto quotidiano

Da un'inchiesta reggina le intercettazioni di Paolo Tronca che si sarebbe raccomandato con la Legaper diventare prefetto. Lo scoop è del Fatto quotidiano
L'ex prefetto di Milano e attuale commissario di Roma Francesco Paolo Tronca avrebbe chiesto alla Lega Nord che si "caldeggiasse" la sua nomina a prefetto nel capoluogo Lombardo. Lo scrive il Fatto Quotidiano pubblicando alcune intercettazioni telefoniche di Isabella Votino, ex collaboratrice dell'attuale presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, effettuate dalla Dia di Reggio CALABRIA nell'ambito dell'inchiesta Breakfast coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia nella quale e' indagato, tra gli altri, l'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito.  
 
Intercettazioni, scrive il quotidiano, dalle quali emergerebbero questioni che riguarderebbero Silvio Berlusconi, l'amministratore delegato di Impregilo Pietro Salini, il presidente del Coni Giovanni Malago' e varie situazioni interne alla Lega e che "a prescindere dalla rilevanza penale, devono essere pubblicate perche' i fatti che svelano sono di rilievo pubblico".  
 
Nessun commento e' venuto dalla Procura della Repubblica di Reggio CALABRIA in merito alle intercettazioni. Secondo quanto si e' appreso, parte delle carte in cui sono contenute le intercettazioni sono state trasmesse alla Procura di Brescia lo scorso anno dopo che nell'inchiesta sono emerse intercettazioni tra Domenico Aiello, avvocato di origini catanzaresi, legale di Roberto Maroni, e l'ex procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo.   In una delle intercettazioni pubblicate, del 18 dicembre 2012, la Votino, parlando con Luciana Lamorgese, allora capo del dipartimento personale e risorse del ministero dell'Interno, riferisce di una conversazione avuta con Tronca e dice: "No no lui ovviamente voleva in qualche modo che si caldeggiasse... perche' non ne fa mistero che vuole venire a Milano. Ma questo cioe' legittimamente e allora ma sai fuori dai giochi tu che, ovviamente voglio dire ... meglio lui che un altro, cioe', che noi neanche conosciamo. Luciana, io non te lo devo dire che ... cioe', noi preferiamo che vieni tu che". Al che Lamorgese risponde "io voglio prima capire qual e' la situazione ... cioe', nel senso, anche da vedere Roma che cosa...".  
 
Sentito dal Fatto, Tronca, scrive il quotidiano, ha detto di non ricordare la telefonata con la Votino. "Non avevo - ha aggiunto - una confidenza particolare con lei. Puo' darsi che le abbia detto, come mi e' capitato con tante altre persone, che aspiravo a diventare prefetto di Milano. E' una carica cosi' importante che ci vuole la non controindicazione soprattutto delle istituzioni piu' rilevanti, e Maroni era allora il presidente della Regione Lombardia".