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Sporting Locri. L’Huffington intervista Armani e titola: Ma quale ‘ndrangheta, sciacalli dementi ci hanno costretto al ritiro

Sporting Locri. L’Huffington intervista Armani e titola: Ma quale ‘ndrangheta, sciacalli dementi ci hanno costretto al ritiro

L'Huffington Post pubblica un’intervista firmata da Giuseppe Colombo a Ferdinando Armani il presidente il presidente della squadra di calcio a 5 femminile ‘Sporting Locri’ che ha deciso di chiudere per le minacce arrivate ai dirigenti della squadra e, in particolare, contro la figlioletta (3 anni e mezzo) di Armani.

Letta l’intervista all’Huffington, che è diretto da Lucia annunziata, una delle grandi firma del giornalismo italiano ed è collegato al gruppo Espresso, la redazione non ha avuto dubbi su come fare il titolo in cui tra virgolette, troneggia un polemico: “Ma quale ‘ndrangheta, sciacalli dementi ci hanno costretto al ritiro”. Armani non usa mai testualmente quella frase nel corso dell’intervista, ma essa racchiude con precisione il senso dell’intera intervista. Il presidente attacca: “Sono sciacalli dementi che hanno rovinato tutto. Ora se ne va un pezzo di me per sempre, ma questa vicenda fa male a Locri e a tutta la Calabria. Mi chiedo: una volta che ti attaccano così perché andare avanti?”.

Armani racconta di intimidazioni pesanti, che sono sfociate nell’ennesimo bigliettino ritrovato il 23 dicembre vicino al finestrino posteriore della sua automobile, in direzione del seggiolino utilizzato per la figlia di 3 anni e mezzo. C’era scritto: “Resterai a terra come queste ruote…chi si siede qui solitamente?”.

Alla domanda sul perché qualcuno vuole che si chiuda la Sporting Armani risponde: “Questo saranno gli inquirenti a dirlo. Io so solo che si tratta di sciacalli dementi che hanno distrutto tutto. Hanno destabilizzato un ambiente sano e positivo, mettendo in cattiva luce Locri e la Calabria, che sono ben altro. Il nostro palcoscenico è importante e questo ha dato fastidio a qualcuno”.

Il presidente ricostruisce: “All’inizio ho pensato a una goliardata, a uno scherzo di cattivo gusto, poi ho capito che non era così. Il primo bigliettino, che ho trovato sul parabrezza della mia macchina il 7 dicembre, mi intimava a chiudere la Sporting Locri. Poi il venerdì successivo è arrivato un altro messaggio intimidatorio a Primerano (vicepresidente ndr.). Il 19 è toccato al presidente onorario, Domenico Stilo, e poi il 23 quel biglietto dove si faceva riferimento alla mia bambina”.

E Colombo: E lei ha deciso di chiudere. La mano della ‘ndrangheta per interessi economici?

“Questo lo escludo. Siamo una realtà importante, una delle rivelazioni del campionato di massima categoria. L’invidia, sì, quella è tanta, ma non siamo una realtà che ha introiti ingenti. In sette mettiamo 2mila euro a testa all’anno, io riesco a mettere 4mila, poi ci sono gli sponsor, ma sono tutti soldi che servono per lo svolgimento del campionato, non per altro. La mia è stata sempre una gestione familiare: magari ho l’amico macellaio o quello del supermercato che possono servire per gli sponsor e così via”.