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L’EVENTO. Il bicchiere mezzo pieno, di Fiorita e Rafele. L'8 gennaio al Miramare di Reggio

L’EVENTO. Il bicchiere mezzo pieno, di Fiorita e Rafele. L'8 gennaio al Miramare di Reggio

(rep)

Quattordici itinerari. «Cinquemilaseicentoerotti chilometri» per raccontare la Calabria attraverso colori, odori, persone. Il bicchiere mezzo pieno (IMPRONTE, sabbiarossa, Rc) è un viaggio raccontato a quattro mani da Nicola Fiorita e Giancarlo Rafele alla ricerca della Calabria migliore: luoghi, paesaggi, storia, cultura. Ma, soprattutto, uomini e donne che non si arrendono, che vanno oltre l’individualismo, le invidie, le rivalità, il malaffare che paiono permeare ogni cosa in questa nostra regione. Un viaggio per trovare le tante, tantissime ragioni che permettono di vivere in Calabria ed esserne felici.

Presentato in anteprima a Catanzaro il 23 dicembre, in un Supercinema strapieno, il bicchiere mezzo pieno è già uno dei libri più venduti in Calabria. E venerdì 8 gennaio approda con i suoi autori a Reggio Calabria: Nicola Fiorita e Giancarlo Rafele, affiancati da Paola Bottero e Fabio Cuzzola, ripercorreranno alcuni degli itinerari che permettono di far vedere il bicchiere mezzo pieno. E per accompagnare i racconti e le suggestioni ci sarà, al termina della presentazione, la degustazione di vini a cura dell’azienda vitivinicola di Palizzi di Antonino Altomonte. L’appuntamento è alle Officine Miramare, Hotel Miramare (ingresso da via Fata Morgana), alle ore 18.

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Il bicchiere mezzo pieno

“Mi sono immaginato calabresi con la schiena dritta come ne ho incontrati tanti, nella terra che mi ha generato e nelle terre diverse che mi hanno accolto più volte, anche in capo al mondo: per un viaggio, un reportage o un pezzo di vita. Nel viaggio che state per leggere, calabresi così ne ho incontrati molti”. Così scrive Igor Staglianò nella prefazione. «Muli testardi che scalciano, non ancora convinti di poter essere felici», chiariscono subito gli autori, aggiunge il giornalista. E prosegue.

Nelle campagne o davanti ai fornelli, il cibo è l’oggetto che domina il discorso. In controluce, s’intravvede però, a guardar bene, un’altra idea di economia e di società, un’altra cultura. Un altro orizzonte già in cammino, verso cui si muovono nuovi protagonisti.

Il bicchiere può essere mezzo – o tutto – pieno. Basta saperlo guardare con gli occhi giusti. Basta saperlo leggere con il cuore, passando per la pancia e per la testa. Ancora Staglianò: Ad un altro tornante della propria storia, la Calabria raccontata qui è davanti alla sfida di sempre: passare dall’io debordante al noi pressoché assente – eccetto, manco a dirlo, quello della propria famijja. Se è vero, ed è vero, che «il tramonto arriva e l’alba te la devi guadagnare», la prova del nove sarà, ancora e per l’ennesima volta, quanto tempo impiegheremo per liberarci dalla tara più pesante e odiosa. Il bicchiere diventa mezzo vuoto, o vuoto del tutto, se si rimane accecati da quel «desiderare più il male dell’altro paese a te più vicino che il bene del proprio».

Un viaggio. Una cavalcata lunga «cinquemilaseicentoerotti chilometri» che è anche un atto d’amore fiammeggiante per la propria terra, la sua millenaria storia, la sua cultura.

Nicola Fiorita

È nato a Catanzaro nel 1969. Docente dell’Università della Calabria si occupa per lavoro di diritto e religione, laicità e Islam europeo. È coordinatore del corso di laurea in Scienze politiche. Nella restante parte della vita è presidente di Slow Food Calabria, sostenitore di Libera e parte del collettivo Lou Palanca. Oltre a numerosi lavori di taglio giuridico, ha curato con Mita Borgogno La rivoluzione è un pranzo di gala (Città del Sole, Rc 2012) e ha pubblicato con i Lou Palanca i romanzi Blocco 52 (Rubbettino, Cz 2012) e Ti ho vista che ridevi (Rubbettino, Cz 2015).

Giancarlo Rafele

Nasce nel 1970 a Catanzaro. Nella vita di occupa di servizi sociali e terzo settore. Dirige il Centro specialistico della Regione Calabria per la cura e la protezione di bambini vittime di abusi sessuali e coordina, per conto di Legacoop Calabria, le cooperative sociali che operano su terreni confiscati alla mafia. È coautore di scritti e pubblicazioni in materia di servizi sociali. Durante il resto della giornata è responsabile regionale della guida Slow Wine, ascolta musica jazz, fotografa, mangia gelati e va in giro in moto per strade e osterie.