Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Mercoledì al Cilea lo spettacolo teatrale “Mio cognato Mastrovaknick”. AA

REGGIO. Mercoledì al Cilea lo spettacolo teatrale “Mio cognato Mastrovaknick”. AA

Mio cognato Mastrovaknichdi AURELIA ARITO -

Una rilettura attraverso il teatro dell'esperienza del campo di internamento di Ferramonti, che sottolinea il valore dell'accoglienza e della solidarietà calabrese, è quella che andrà in scena mercoledì 20 gennaio, al teatro “Francesco Cilea”, con lo spettacolo “Mio cognato Mastrovaknick” di Ciro Lenti per la regia di Adriana Toman.
Un'iniziativa fortemente voluta dalla consigliera di parità regionale, Stella Ciarletta, e dal comitato Arcigay “I Due Mari” di Reggio Calabria, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio.
Al centro dello spettacolo l'incontro all'interno del campo di Ferramonti di Tarsia tra due mondi distanti, quello di Uccio, giovane fabbro calabrese, condannato per reati comuni, e di Mastrovaknick, professore polacco omosessuale, rifugiato per sfuggire alle persecuzioni naziste.
Lo spettacolo, organizzato in occasione del “Giorno della Memoria” per ricordare la Shoah, è stato presentato, al palazzo della Provincia, durante una conferenza stampa, moderata dal giornalista Franco Arcidiaco, alla quale hanno partecipato, oltre a Stella Ciarletta e Adriana Toman, il presidente del comitato Arcigay “I Due Mari”, Lucio Dattola, il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, l’assessore provinciale alla cultura, Edoardo Lamberti Castronuovo, la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Mirella Nappa, l'attore Marco Silani e la cantante Amy Coleman.
«I temi affrontati nello spettacolo – esordisce Ciarletta – toccano i temi della mia mission istituzionale e dell'attività dell'Arcigay. Discriminazione, omofobia, oltre che il giudizio sull'identità legata all'orientamento sessuale». Parla di una «nuova vivacità culturale in città» Stella Ciarletta, «che ci ha permesso di entrare in sinergia con il Comune e la Provincia».
Lo spettacolo è il primo evento patrocinato dall'Arcigay di Reggio, Cosenza e Catanzaro «Si portano in scena – spiega Dattola - nuovi odi, dopo la follia nazista, che integrano la realtà discriminatoria che nella nostra realtà calabrese si può riscontrare». Oltre a stimolare una riflessione sui temi del pregiudizio e della discriminazione, l'iniziativa avrà un'altra finalità sociale. I proventi della serata, infatti, verranno devoluti al centro famiglie “Collina degli Angeli”.
Guest Star della serata la cantante blues statunitense Amy Coleman che eseguirà due brani, uno dei quali in lingua yiddish. «Una lingua vibrante e moderna – racconta Coleman -, che cerco di tenere in vita».
Ricorda l'esperienza del campo di Ferramonti, la regista. Un luogo di prigionia, ma non di violenza. «Abbiamo deciso di raccontare questa storia – spiega Toman - in un momento in cui la Calabria è terra di accoglienza e dobbiamo ricordare come l'esperienza di Ferramonti fosse quella di un'isola di accoglienza».
Una storia poco conosciuta e di cui – come conclude il sindaco Falcomatà – si ha il dovere di recuperarne la memoria e raccontarla. «Solo così – dichiara - potremo creare società plurali che fanno della accoglienza un totem».