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DNA. La 'ndrangheta in Toscana si occupa di usura, droga e appalti

DNA. La 'ndrangheta in Toscana si occupa di usura, droga e appalti
Usura, estorsioni, infiltrazione negli appalti pubblici e privati, traffici di droga e di merce contraffatta: questi i settori criminali in cui operano prevalentemente gli appartenenti alla 'ndrangheta in Toscana, dove sono presenti, e operano attivamente, molti soggetti legati a importanti cosche calabresi. E' quanto riporta la relazione della Direzione nazionale antimafia, nel capitolo dedicato alle attivita' nel distretto di Firenze, sulle attivita' del 2015.    In Toscana la 'ndrangheta - come fa anche la camorra - mira ad accaparrarsi settori dell'economia legale per riciclare il danaro proveniente dai suddetti traffici e dalle altre fonti di illecito arricchimento. Anche qui, spiega la Dna, si sono sviluppati i meccanismi tipici di infiltrazione delle mafie: acquisto di esercizi commerciali e immobili; attivita' di impresa esercitata in forma diretta o indiretta attraverso la partecipazione in imprese sane; accaparramento di lavori pubblici e privati; partecipazione al mercato immobiliare; trattamento dei rifiuti; gestione di pubblici esercizi, specie di ristorazione e intrattenimento.    "Sebbene - scrive la Dna - non vi siano emergenze concrete che portino ad affermare che nella Toscana siano presenti insediamenti della 'ndrangheta o della camorra nella forma delle cellule territoriali di controllo del territorio tipica delle regioni di origine o sviluppatesi in altre regioni del Nord, occorre registrare la continua emersione di spunti investigativi che vedono la presenza di soggetti delle cosche mafiose operare in Toscana, alcune volte disponendo della complicita' di sodali del luogo, a dimostrazione della forte liquidita' di cui tali soggetti dispongono e della capacita' attrattiva e corruttiva che tali disponibilita' comportano".    Secondo quanto emerge da indagini recenti e processi "si puo' affermare che le presenze di 'ndranghetisti in Toscana sono ricollegabili sia alle cosche che dominano nei 'mandamenti' della provincia di Reggio Calabria (Ionico, tirrenico, citta') che nel resto della regione calabra".