Direttore: Aldo Varano    

LOCRI. Per gli Lsu del Comune si aprono le porte dell'Arsac. MUSCO

LOCRI. Per gli Lsu del Comune si aprono le porte dell'Arsac. MUSCO
di SIMONA MUSCO - Il 31 dicembre scorso il loro destino era segnato. Ora, però, si aprono le porte dell’Arsac e di un altro ente per il quale l’iter è ancora in corso per 13 ex lsu-lpu del Comune di Locri, che, dopo 18 anni di servizio al Comune di Locri, si erano visti messi all’uscio dal sindaco Giovanni Calabrese, che aveva deciso di non contrattualizzare gli lsu-lpu, pur usufruendo delle risorse regionali e statali, a causa della tanto sottolineata «eccedenza di personale». «Ci sono ancora alcune criticità, vedremo il da farsi analizzando le linee guida», aveva dichiarato il primo cittadino a 24 ore dalla scadenza dell’ultimo giorno utile per la contrattualizzazione. I contratti non vennero mai rinnovati, nel silenzio generale, ora, però, per i 13 lavoratori inizia una nuova vita. Grazie all’impegno del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Sebi Romeo, undici dei tredici precari finora in forza al Comune verranno ricollocati nella sede di Locri dell’Arsac, azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese. «Abbiamo utilizzato il nulla osta che il Comune aveva rilasciato attraverso delibera nel marzo dello scorso anno, in cui annunciava anche che dal 31 dicembre del 2015 il Comune di Locri non avrebbe inteso più rinnovare la convenzione con gli lsu-lpu – spiega Barbara Panetta, collaboratrice di Romeo e fautrice della ricollocazione dei precari -. I lavoratori hanno fatto richiesta ad Arsac di nulla osta in entrata e l’ente ha deliberato, inviando gli atti alla Regione che ha immediatamente emesso i decreti. L'iter è stato seguito passo passo da Romeo, che fin dall'inizio è stato accanto ai lavoratori, ritenendo che stessero subendo un torto. Come referente su Locri della segreteria provinciale del Partito democratico – ha aggiunto -, io ho dato il mio contribuito affinché la vicenda si concludesse a favore dei lavoratori». Mancano ancora due precari, che dovrebbero essere ricollocati presso altre strutture. Un lieto fine, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di non rinnovare i contratti, nonostante quel vademecum per i Comuni per procedere nelle proroghe e ai nuovi contratti – la nota numero 394099 - contentesse, come ha spiegato l’assessore regionale al lavoro Federica Roccisano, tra i firmatari dell’atto assieme al presidente Mario Oliverio e al dirigente Antonio Nicola De Marco, l'esplicito invito ai Comuni che non avevano ancora fatto i contratti proprio «in riferimento a Locri». «È un'ingiustizia non provvedere – aveva sottolineato la Roccisano a dicembre -, dato che la copertura economica c'è, la deroga alle assunzioni anche e anche quella sui tempi medi di pagamento, tra l'altro dichiarata incostituzionale di recente. Non si può continuare a non equiparare i lavoratori lsu-lpu della Calabria, lasciando fuori pochi lavoratori e togliendo loro il diritto di partecipare al percorso di stabilizzazione che invece toccherà a tutti gli altri». Ma con la delibera di giunta numero 39 il sindaco evidenziava «l’esubero del personale», anche se, come più volte contestato da opposizione consiliare, Pd e Sel, diversi servizi «sono stati affidati a terzi». Il Ministero dell’Interno, inoltre, nelle scorse settimane aveva chiarito ogni dubbio: in una nota inviata il 10 novembre scorso al Comune e alla Prefettura di Reggio Calabria, il Viminale, rispondendo ad alcuni quesiti posti dal sindaco Calabrese il 14 settembre scorso, precisava che l’eccedenza di personale rappresentava un problema solo e soltanto perché il Comune non aveva aderito né al bando ministeriale né a quello regionale che consentivano la contrattualizzazione dei precari, dovendo quindi farsi carico delle spese. I lavoratori, dunque, rischiavano di tornare a casa dopo 18 anni di lavoro nero legalizzato e senza più un’occupazione. Ma tutto, grazie all’intervento di Romeo e Panetta, sembra essersi risolto per il meglio.