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MARINA DI GIOIOSA. Fine indagini per i due dipendenti comunali che si sono autoliquidate somme da capogiro

MARINA DI GIOIOSA. Fine indagini per i due dipendenti comunali che si sono autoliquidate somme da capogiro

NOSTRO SERVIZIO - Si sarebbero liquidati somme che non spettavano loro, con 90 mandati di pagamento «ideologicamente falsi». Sono questi i reati contestati a due funzionari del Comune di Marina di Gioiosa, Stefano Catalano e Valentina Suraci, destinatari di un avviso di conclusione delle indagini a firma del sostituto procuratore della Repubblica di Locri Ezio Arcadi, secondo il quale tra il 2004 e il 2008 i due avrebbero intascato, rispettivamente 301.242,48 e 127.899,95 euro. Le accuse sono di falso continuato in atto pubblico aggravato e concorso nel delitto di peculato aggravato continuato.

Stando al pm Arcadi, Catalano, in qualità di responsabile dell’area economico-finanziaria del Comune, tenuto a curare la fase attuativa dei progetti obiettivo attraverso l’adozione delle determine di liquidazione e dei mandati di pagamento per lui e la collega; e la Suraci, in qualità di responsabile presso l’Ufficio ragioneria delle attività istruttorie e di ogni altro adempimento propedeutico all’emissione delle determine e dei mandati in questione, avrebbero emesso a proprio favore 90 mandati di pagamento, di cui nove relativi al progetto obiettivo “morosità acqua potabile”, nei quali venivano indicate somme superiori al calcolo contenuto negli atti generali; mentre gli altri 81 mandati, relativi ai progetti obiettivo “recupero Ici”, “condono tributi locali” e “riscossione imposte comunali”, assegnavano ai due somme determinate da Catalano, dal momento che l’Ente veniva tenuto all’oscuro dell’effettivo importo accertato, in base al quale calcolare le somme spettanti ai due funzionari, adottando, di conseguenza, determine che non troverebbero alcun riscontro nella realtà.

Un’accusa che si associa a quella mossa ai funzionari dal pm già a luglio dello scorso anno, quando i due ricevettero un avviso di conclusione delle indagini per i bilanci consuntivi che coprono il periodo compreso tra il 2004 e il 2008, bilanci che avrebbero contenuto «dati falsi», secondo il sostituto procuratore, imputando a capitoli impropri somme – ai due non dovute - che in precedenza Catalano si sarebbe in parte auto assegnato e in parte avrebbe arbitrariamente attribuito alla Suraci, con decine di mandati di pagamento che vanno dai 100 ai 12mila euro circa. (sm)